Troppi bizantinismi, Geracitano scrive a Casini e a Cesa

IL COMPONENTE del Comitato UDC Calabria, Mario Geracitano (nella foto), ha scritto una lettera al presidente della Commissione Esteri del Senato e al segretario nazionale dell’UDC, Pieferdinando Casini e Lorenzo Cesa. Di seguito il testo integrale della missiva:

 

Gentile Presidente, gentile Segretario,


le scelte dello scorso autunno – che hanno portato il nostro partito a fondersi politicamente in Scelta Civica con i movimenti di Fini e Monti – ci hanno consegnato, dopo due passaggi elettorali, un partito al collasso. Non solo sul piano elettorale ma soprattutto di azione e prospettiva politiche. Uso la parola collasso perché anche in questi ultimi mesi i continui bizantinismi nazionali e locali (penso alla mia regione, la Calabria) stanno di fatto impedendo qualsiasi vera riflessioni post-voto e una chiara presa d’atto che le scelte fatte sono andate nelle direzioni sbagliate.
Nell’arco degli ultimi otto mesi, con le alleanze messe in atto, abbiamo ceduto la nostra identità  di partito cattolico-liberale aggravata all’interno da una gestione verticistica, familistica e approssimativa che ha determinato un chiaro scollamento con le realtà  locali e con le spinte di iscritti e simpatizzanti. Non è un caso che le continue defezioni che si sono registrate sono sempre state sottovalutate quasi a dimostrare che il partito sarebbe potuto andare avanti anche senza i suoi iscritti. L’esito del voto – di febbraio e di maggio – ha dimostrato il contrario. àˆ rimasto un partito – almeno sulla carta – ma sono fuggiti via gli elettori. E con essi qualsiasi speranza di costruire un centro moderato capace di continuare sulla strada di governo tracciata dall’esecutivo di Monti. L’Udc si è autoeliminato in Scelta Civica.


Di questo percorso sbagliato – ad oggi – nessuno ne ha preso atto.

Infatti:
1) I vertici non hanno trovato modo e tempo, in trasparenza, di rassegnare le dimissioni assumendosi la responsabilità  di quanto accaduto;
2) la gestione di questi mesi è risultata approssimativa e scollata dalla realtà  dei fatti e dall’evoluzione delle situazioni;
3) il partito è vinto da un graduale e inesorabile depauperamento;
4) la base è ormai orfana di una guida riconosciuta e riconoscibile;
5) il congresso viene rinviato di mese in mese aggravando la precaria situazione.

A tutto questo, si aggiunga che – nella mia regione, la Calabria – la segreteria Trematerra non ha neppure saputo rendere motivo di confronto reale quel 4,07% raggiunto a livello regionale, comunque uno dei migliori risultati del Sud Italia. Il partito anche in Calabria è rimasto orfano di visione e di condizione condivise – ridotto ad una versione domestica – per veicolare pensiero e azione con un’elaborazione e una proposta politica capace di dare nuova linfa all’intero movimento che si riconosce nei nostri valori. La segreteria regionale non sta favorendo queste possibilità  che, invece, stanno trovando ascolto nelle posizioni di Mario Tassone, calabrese ed esponente nazionale di punta ormai molto critico con la vostra gestione.

Per questo, è tempo di avviare una fase costituente che veda almeno questi momenti:
1) la formalizzazione e l’avvio di Costituenti regionali per avviare una fase di riflessione che ridisegni il nuovo partito ad iniziare dalle periferie;
2) l’azzeramento di tutti i vertici nazionali fautori di una politica deficitaria e fallimentare;
3) la creazione di un contesto nuovo capace di individuare una nuova classe dirigente, con spinte dal basso di idee e proposte;
4) il superamento del vostro duopolio – Casini-Cesa – che non può più garantire un rinnovamento capace di rigenerare forze e posizioni.

àˆ giunto il tempo delle scelte audaci. Non è più possibile lasciare il partito nelle sabbie mobili delle sconfitte elettorali ma, soprattutto, dell’afasia politica. àˆ il tempo delle scelte che – dopo anni di spostamenti e alleanze diverse – possano ricreare un movimento di chiaro stampo cattolico-liberale. Per fare questo bisogna subito avviare una fase costituente aperta a tutti in ogni regione e in ogni provincia.

Colgo l’occasione per porgere cordiali saluti.

Data: 01 luglio 2013.

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