Amendola: “con Conte calato il jolly. Del Piero? Tornerà “

E’ TORNATO da qualche giorno a Rogliano, dopo l’ennesima “avventura” a Chatillon,  regno estivo bianconero. Mario Amendola, tifoso doc tra i più conosciuti e appassionati della Juventus, da ventotto anni segue i suoi beniamini  ed è orgoglioso di una esperienza che continua a portarlo a stretto contatto con alcuni tra i personaggi più importanti del calcio italiano ed internazionale: calciatori, dirigenti e giornalisti. Nei giorni scorsi, in una intervista concessa a savutoweb, ha raccontato i momenti più importanti vissuti durante il ritiro in Valle d’Aosta, dal 12 al 22 luglio 2013. (G. St.)

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– Ciao Mario e complimenti per il record di presenze, da tifoso privilegiato, ottenuto ai ritiri della Juventus. Innanzitutto, quanti anni sono che unisci sport e vacanza seguendo gli allenamenti estivi della Vecchia Signora?
Esattamente ventotto.


– Com’ è stata l’esperienza di quest’anno.
Positiva, come sempre. E’ stato anche un bel periodo di relax in giro per la Valle d’Aosta.

– Hai visitato molti posti, seguito diversi avvenimenti?
Si, non solo calcio ma anche bellezze ambientali e storiche. Spero che il prossimo anno il ritiro possa svolgersi ancora a Chatillon.


– Dai tuoi post sui Social Network abbiamo notato che ti sei rapportato con personaggi  importanti, anche belle donne. Quale di questi ti ha colpito in particolare.
Quest’anno ho avuto l’onore di conoscere Cristina Chiabotto. Ho incontrato anche Bruno Bernardi, altra firma del giornalismo italiano, molto preparato sulla storia della Juventus di cui è tifoso. Inoltre, come in passato, sono stato in compagnia di Max Pisu e di altri protagonisti di tv e  carta stampata.


– Raccontaci qualche episodio simpatico.

Il più curioso è legato agli allenamenti mattutini, al
suono dei piatti per dare la carica dalle tribune. E’ una sorta dil “buon giorno alla squadra”. Il siparietto con Mirko Vucinic, che in una occasione non voleva rispondere alla mia esortazione ridendo sotto i baffi, è stato il momento che ricordo con particolare simpatia e divertimento.

– Hai intercettato dirigenti, tecnici e giocatori. Quali emozioni si provano venendo a contatto con i personaggi più famosi del calcio italiano?
Si tratta di sensazioni che non si possono definire. Ogni volta mi viene la pelle d’oca.  Lo staff della Juve mi conosce ormai da tempo: dal direttore generale Beppe Marotta all’addetto stampa Luca Cossato. Non solo, tutti quelli che lavorano a Chatillion durante la fase di preparazione sanno chi sono ed è un piacere interagire con loro.

– Come vive un tifoso bianconero l’assenza di Alex Del Piero?
Alessandro ci manca, con lui ogni occasione era speciale. Chiunque lo vorrebbe nuovamente alla Juventus. E’ stato un grande capitano e per me anche un grande amico. Ricordo che durante la fase estiva, sin dal suo arrivo a Torino con Tacchinardi, lo accompagnavo spesso dall’albergo al campo d’allenamento. Tutti sanno chi è Alessandro Del Piero: una persona straordinaria che è rimasta tale e quale a vent’anni fa.


– Tornerà  alla Juve?
Tornerà  come dirigente. Ne sono convinto, avevo previsto anche Rampulla nel ruolo di dirigente. E’ ritornato come secondo allenatore. Del Piero, a mio avviso, farà  però il manager o il presidente.


Tu sei un veterano dei ritiri juventini. Quest’anno cosa ti ha colpito dei nuovi arrivi?

Per la stagione 2013-2014 sono arrivati campioni del calibro di Carlito Tevez e Fernando Llorente, il cui valore tecnico è indiscutibile e fondamentale per puntare alla Champions Lague. Si tratta di un valore aggiunto se si inseriscono bene negli schemi dell’allenatore. Sono convinto che l’attacco bianconero produrrà  molti goal e farà  strada anche al livello europeo.


– Quali avversari ritieni più accreditati per contrastare la Juventus nella corsa al titolo?
Napoli e Fiorentina. Principalmente i partenopei. La squadra di Benitez si è rinforzata con l’arrivo di Higuain e può trarre vantaggi da un modello di gioco già  collaudato. Dico quindi Juve, Napoli e Fiorentina.

– Hai avuto modo di parlare con Antonio Conte? Cosa vi siete detti?
Conoscevo Antonio Conte da giocatore. Con il suo arrivo da allenatore mi sono vestito da Jolly in suo onore. Così come da calciatore, capace di dare la carica, da tecnico Conte è in grado di motivare la squadra: ha carisma, è un uomo vincente, è una certezza per tutto l’ambiente bianconero. Anche in questo – “calando il Jolly” – sono stato profeta.


– Quali traguardi ti attendi per la stagione 2013-2014?
La Juventus farà  senz’altro un bel Campionato, i tifosi possono stare tranquilli. Da abbonato seguirò la squadra anche a Torino. Da tre anni, del resto, lo faccio volentieri ogni quindici giorni.

– Tu pensi che Buffon sia ancora tra i portieri più forti al mondo?
Lo è sempre stato. Buffon ha grandi capacità  e dà  sicurezza alla squadra. E’ così per la Juventus, è così per la Nazionale. Può giocare da titolare almeno per altri due campionati. Dispiace per Storari che è pure un buon portiere, ma chi sceglie di vestire la maglia bianconera in questo ruolo sa, a priori, che davanti a lui, in questo momento c’è Gianluigi Buffon.


– Vedresti una Juve senza Marchisio?
Marchisio non si muoverà  dalla Juventus. E’ parte di questa Società . Lo sarà  sempre, spero, a meno di clamorose sorprese.


– Vidal o Pogba come futuro leader in campo?
Vidal. E’ lui il campione, il nostro nuovo idolo. Pogba, però, è un campioncino pronto ad emergere.


– Il nome di un giovane promettente?
Faustino Rossi. Un centrocampista di belle speranze sul quale puntare, soprattutto se andrà  via Marrone.


Grazie Mario. E in bocca al lupo per la tua prossima avventura bianconera.

Nella foto, sopra: Mario Amendola vestito da ‘Jolly bianconero’ in onore di Antonio Conte, mentre suona la carica durante una partita della Juventus. Sotto: con Alex Del Piero.

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