Il Lavoro dimenticato *

di Gaspare Stumpo *

"L’ESPERIENZA dei minatori fu una delle più difficili e drammatiche della storia italiana e meridionale del Novecento. Al lavoro ed al sacrificio di questi uomini, tra i quali moltissimi roglianesi e di altri colleghi residenti nel resto dei paesi del Savuto, non è stato dato grande risalto se non in rare occasioni. Anzi, molto spesso la loro opera è passata inosservata. E a molti di questi lavoratori, protagonisti di una ‘stagione amara’ per la durezza e la precarietà  delle condizioni di vita, per la lontananza dalla terra di origine e dagli affetti, alla fine non sono stati riconosciuti, anche localmente, nè grandi diritti né celebrazioni particolari. Sono stati sempre loro, invece, a fornire, nella più assoluta semplicità  e riservatezza, una testimonianza vivente del Lavoro Italiano nel Mondo. Lo hanno fatto con dignità  sino all’ultimo affannoso respiro, traccia permanente di quella polvere nei polmoni che spesso ne ha condizionato l’esistenza. Lo hanno fatto con fede, promuovendo con assoluta costanza l’annuale piccola festa alla loro Patrona (Santa Barbara), semplice, costante e priva di enfasi, ma rara per attaccamento e verità  di devozione. L’auspicio è che di questi uomini coraggiosi, alcuni dei quali viventi – ‘figli di un lavoro dimenticato’ e di una Calabria protagonista, discreta nella pur tragica vicenda della emigrazione, possa rimanere traccia nel ‘Libro della Memoria’. Ciò, affinché non venga stracciata per sempre questa pagina di Storia nella quale, in fondo, direttamente o indirettamente ci ritroviamo anche Noi! “Se non ricordiamo – sosteneva infatti Edward Morgan Forster – non possiamo comprendere”.

* direttore responsabile

Rogliano, 8 agosto 2013. Giornata Mondiale dedicata al Sacrificio del Lavoro degli Italiani nel Mondo. Cinquantasettesimo anniversario del ‘Disastro di Marcinelle’ in cui morirono 262 minatori: 136 di loro erano italiani.

Nella foto, sopra: il Monumento del Minatore, inaugurato quaranta anni fa (luglio  1973) dal Presidente del Senato, Amintore Fanfani, e dal Sindaco on. Pietro Buffone, all’epoca sottosegretario alla Difesa.

 

IL MINATORE
 
di Pierino Gabriele*
 
 
Non è facile scrivere o parlare
del lavoro di un minatore,
soltanto chi l”ha vissuta può narrare
il tempo remoto di questo lavoratore.
 
Oggi tutto è meccanizzato,
ieri allo sforzo fisico
dal’l’aria condizionato
all”aspirazione della polvere con silicio.
 
Lavori così non ve ne sono stati uguali,
gli scrosci d”acqua non mancavano,
a volte s’empivano gli stivali.
Mazza, sega, accetta o legno adoperavano.
 
Il pericolo costante l”incappare
quando la rivoltella forava
in cartucce di dinamite non esplose, e scoppiare
assordante rumore, la polvere si mangiava.
 
Che dite del materiale che si scavava?
A volte dalla calotta blocchi si staccavano,
a volte la caduta abbondava,
a volte nel bruciare le mine la vita vi lasciavano.
 
* Poeta e pittore (1923 – 2012)

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