“Una storiella domenicale” *

di Salvatore DIANA *

STAMATTINA (domenica 11 agosto 2013, ndr), poco prima di Mezzogiorno, i visitatori esterni del mercato domenicale (di Rogliano, ndr) stavano cominciando a scendere al parcheggio di Via Stazione per tornarsene al paese di provenienza, dopo aver fatto spesa o curiosato fra le bancarelle. Anche io e mio figlio avevamo imboccato uno dei vialetti quando all’improvviso una incredibile scenetta attrasse la nostra attenzione. Più avanti di noi, a metà  viottolo c’era un gruppetto misto di uomini e donne. Ebbene, tra lo stupore dei presenti, soprattutto dei ragazzini che ormai sono una componente della Villa stessa, una delle donne si fermò in corrispondenza di un tombino, si abbassò i pantaloni e … fece la pipì! Da non credere, vero ?!? Ora io non voglio discutere della moralità  o educazione della protagonista, ma vorrei prendere pretesto dell’accaduto por girare una domanda agli Amministratori Comunali. Appurato che la cosa maggiormente utile agli umani definibili “civili” è un posto dove espletare i propri bisogni corporali nel rispetto della privacy e dell’igiene – ed al tempo degli antichi romani un imperatore di nome Vespasiano lo capì perfettamente dando il via alla costruzione dei primi cessi pubblici – appurato questo dicevo, come fa un forestiero di passaggio o uno lontano dalla propria abitazione quando viene colto da un “bisogno impellente”? Domanda maliziosa e di difficile risposta, forse molto di più di quella sul coccodrillo! Perché a Rogliano i bagni pubblici sono praticamente inesistenti, l’unico aperto e “sensibilmente” ubicato sotto la statua del Minatore è indegno di tale definizione, assolutamente impraticabile! Quello della vicina stazione ferroviaria è chiuso a doppia mandata mentre i bar cittadini, por motivi di pulizia e di personale praticità , evitano il problema con un bel cartello: “Bagno Guasto”! Allora, signori Amministratori, il Forestiero come fa? Non tutti hanno l’incoscienza o il coraggio di imitare la donna della storiella, anche se i furbetti ed i furbastri la fanno nascostamente dove capita, come testimoniano le “tracce” maleodoranti disseminate tra i pini e le aiuole! Se la debbono tenere e riportare a casa assieme alla spesa fatta al mercato? Sarebbe buona cosa rivolgere la vostra attenzione alla soluzione di questo annoso problema. Non costerebbe molto e sarebbe indice di grande civiltà  e rispetto, non solo verso gli esterni! Ho viaggiato anche io un bel po ed ho constatato che altrove le toilette pubbliche hanno inservienti che le puliscono spesso, le sorvegliano ed oltre allo stipendio raggranellano qualche extra con le mance! Come dire che ci sarebbe occasione di lavoro per qualcuno, o si è persa la voglia di lavorare? Allora non prendiamocela poi con i rumeni o gli albanesi, accusandoli gratuitamente di toglierci il pane dalla bocca!

Data: 12 agosto 2013.

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