Oltre ogni aspettativa l’esito del convegno promosso dal CDU

OLTRE ogni aspettativa l’esito del convegno con dibattito pubblico organizzato dall’Associazione Centro Democratici Uniti (CDU). Mario Tassone (nella foto), Mario Mazza e Sebastiano Primerano possono a ben ragione dirsi soddisfatti. Pubblico attento, sindaci, ex sindaci, assessori comunali, consiglieri, associazioni, uomini di cultura, giornalisti, televisioni pubbliche (Rai 3) e private, giornali online. Un momento importante per un confronto serio sui temi della legalità  che, a parere di tutti i relatori, non possono non prevedere una sostanziale riforma della legge sullo scioglimento dei Comuni per infiltrazione mafiosa, per rendere sempre più efficace e sostanziale la lotta e il contrasto alla criminalità  organizzata, evitando provvedimenti che si sono rivelati genericamente penalizzanti per realtà  territoriali, senza colpire i veri responsabili di illeciti e di connivenze con le organizzazioni criminali. Un confronto sereno, dicevamo introdotto dalla giornalista Annamaria Implatini. Il sindaco Tommaso Mittiga ha portato il saluto della sua Amministrazione ed ha salutato i sindaci di Ardore, Taurianova, comuni sciolti. “Questa legge è “taglia unica” ma così non deve essere. Siamo tutti contro la ‘ndrangheta e le forme di illegalità , ma non può e non deve essere offeso il Popolo che ha espresso liberamente il proprio voto. Chi sbaglia deve pagare ma non può essere una sola persona, sindaco o consigliere la causa dello scioglimento”. Mario Mazza: “con questa normativa si criminalizzano le comunità . I dubbi dei cittadini sono anche i nostri: I Commissari prefettizi hanno risolto la cancrena della ‘ndrangheta? Esiste una relazione che analizza il tessuto sociale dopo 18 mesi di commissariamento? Noi siamo i difensori della verità  ed abbiamo il diritto di salvaguardare la Costituzione. “In una terra in cui si sono determinati diversi scioglimenti di Amministrazioni Comunali per infiltrazione mafiosa, è necessario approfondire la normativa in atto data l’eccezionalità  dello strumento legislativo che inevitabilmente incide sul diritto costituzionale comprimendo il libero esercizio del mandato elettivo previsto dall’art. 51 della Costituzione. Il rischio, però, ha proseguito Mazza, è quello di essere vanificato dalla discrezionalità  con la quale gli organi inquirenti e la Prefettura possono decidere la sussistenza di fenomeni di infiltrazione della criminalità  organizzata all’interno dell’Amministrazione Comunale. Questa norma rischia di vanifica rela funzione di prevenzione e di salvaguardia del mandato elettorale in quanto non specifica le condotte da attribuire alle amministrazioni che possono determinare la necessità  della compressione del mandato elettivo. La norma, in quanto generica, non distingue la separazione dei poteri di indirizzo e controllo politico-amministrativo che spettano agli organi dei poteri di gestione finanziaria e contabile dei dirigenti per cui la norma deve prevedere la rimozione degli stessi dirigenti e il commissariamento delle Aree interessate, in caso di condizionamento mafioso, senza coinvolgere né il sindaco né l’Amministrazione. Inoltre è necessario che la norma preveda in caso di responsabilità  soggettive singole rimozioni sia di consiglieri eletti che impiegati comunali sempre che sussistano accertati fenomeni di prevaricazione mafiosa senza però coinvolgere tutta l’Amministrazione comunale e conseguentemente la Comunità  rappresentata. La Democrazia, ha concluso Mazza, non può essere limitata da criteri generici ed indefiniti che per il loro carattere straordinario incidono sul libero esercizio del mandato elettivo e che possano determinare nel cittadino la rinuncia della rappresentanza popolare Per il giudice prof. Luigi Condemi che ha intrattenuto il pubblico con una dotta lezione, quasi un lectio magistralis, sui diritti del popolo, richiamando storicamente l’ evoluzione dei principi di democrazia sin dalle origini della società  civile in cui il cittadino ha un ruolo di primo piano e deve essere considerato valore assoluto in ogni iniziativa legislativa. Il sindaco, la giunta ed il consiglio sono espressione diretta del cittadino e non possono essere responsabili di quello che fa un dirigente. La legge deve essere modificata per punire severamente chi sbaglia senza mortificare il popolo che resta sempre sovrano. Il Presidente del Comitato dei Sindaci Giuseppe Strangio che ha sollecitato i colleghi ad alzare la voce per coinvolgere il Parlamento affinché si passi in tempi brevi alla modifica della Legge perché “siamo diventati “pasto dei mass media” e la Locride presunta terra di vergogna”. Per l’ex senatore Pietro Fuda è necessario costruire una società  muova ma non bisogna tenere sotto scacco le Amministrazioni Comunali. In parlamento giacciono centinaia di disegni di legge ma nessuno si è preso la responsabilità  di porre un freno alle devianze che esistono in quella attuale. Inoltre ha richiamato la necessità  che la politica ed i partiti politici senza distinzione si occupino finalmente di presentare un progetto organico sulla materia onde garantire salvaguardia della collettività  ma anche principi di democrazia attraverso una visione organica delle condotte illecitamente sanzionate. Oreste Romeo esponente del Pdl ha parlato degli strafalcioni delle Commissioni d’Accesso e dei diritti dei cittadini che vengono calpestati. La politica, ha detto ancora, deve necessariamente superare la discrezionalità  degli organi amministrativi definendo percorsi virtuosi che garantiscano la libertà  dei cittadini e la punizione dei responsabili diretti di azioni criminali. La legge, ha proseguito Romeo, è stata calibrata nel 2009, con un intervento legislativo del quale nessuno ha parlato. Ho detto che questa novella legislativa ha inteso ribadire la natura di strumento straordinario che lo scioglimento deve avere. A nessuno può sfuggire il fatto che quest’anno il Consiglio di Stato, sul caso di Bordighera, ha annullato lo scioglimento decretato e, pertanto, è evidente che la linea dello scioglimento è stata adottata in maniera prevenuta ed indiscriminata da un governo tecnico. Il caso di Reggio è illuminante perché pur essendo la legge modulata in maniera accettabile, ciò che non è accettabile è il modo in cui è stata interpretata dalle espressioni di un governo tecnico sotto una spinta emotiva. Stiamo vivendo una fase storica che deve essere al più presto archiviata perché il Consiglio di Stato ci ha detto quale è il recinto sul quale attenerci. Sandro Cannatà  sindaco di Cittanova ha portato esempi di come la legge non sia rispettosa nei diritti soggettivi. Se ci sono responsabilità  penali è la magistratura che si deve attivare e mettere in carcere chi ha sbagliato. E ha consigliato di intervenire preventivamente, anche da parte del Prefetto, quando si presentano le liste. Ci vuol poco per sapere chi è colluso e chi no. Farlo dopo significa mettere in ginocchio il popolo. Per il Direttore de laRiviera Rosario Condarcuri il Comitato dei Sindaci e l’Assemblea dovrebbero riunirsi più spesso ed affrontare questo problema che è una offesa per i cittadini che restano sempre sovrani e liberi di scegliere da chi devono essere amministrati. Così facendo si continua a dare una immagine deformata dei Comuni. Noi non siamo né deboli né indecisi ma combatteremo le ingiustizie delle leggi che non difendono il cittadino. Franco Crinò ha insistito sulla necessità  della modifica della legge che deve però coinvolgere tutte le forze politiche. Le conclusioni di Mario Tassone, leader del CDU sono state tutte in difesa della legalità , delle forze dell’ordine e delle istituzioni, ma, ha sostenuto con forza che questa legge non risolve il vero problema che è quello invece della ‘ndrangheta e della consorteria mafiosa, sciogliendo il comune non si scioglie la mafia perché questa resta fuori, va a votare e tutto resta come prima con il danno alle nostre Comunità  che si ritroveranno i Commissari a gestire la cosa pubblica senza vivere i problemi della gente. La difesa della democrazia comporta necessariamente il superamento della legislazione dell’emergenza dove vengono compressi i diritti a scapito della partecipazione attiva dei soggetti. Nella storia del nostro Paese, la Democrazia Cristiana ha affrontato momenti difficili avendo però l’intelligenza di superarli costruendo percorsi virtuosi di partecipazione collettiva su tutti i temi e fornendo soluzioni condivise che hanno rilanciato la speranza di costruire una società  migliore. La difesa dei diritti è un atto irrinunciabile altrimenti la democrazia viene a perdere la sua connotazione di strumento di difesa e di garanzia. Noi siamo pronti a fare una grande battaglia su questo tema e lo stiamo dimostrando chiamando le forze buone della società  per fare fronte comune contro ogni illegalità . Il Parlamento ne prenda atto e metta in essere i nostri emendamenti, che fanno parte del voluminoso fascicolo sulla riforma della legge.

Data: 26 agosto 2013.

Fonte: dalla Rete.

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