USB Pubblico Impiego: “il Governo beffa i precari”

UNA TRAPPOLA per topi la norma che prevede la possibilità  di bandire concorsi pubblici a titoli ed esami con riserva del 50% dei posti per i lavoratori che abbiano maturato almeno tre anni di contratti a tempo determinato nella pubblica amministrazione. Per i LSU/LPU previste liste regionali da cui gli enti locali con carenza di personale potrebbero attingere solo per le qualifiche basse, ma non chiarisce con quali soldi!
 
Il Governo infatti non è intervenuto in nessun modo affidando la questione precariato al 50% delle risorse che si renderanno disponibili dalle cessazioni, (quindi sulle spese di personale già  a carico degli enti)  con un turn over previsto nel triennio 2013/2015 che sarà  rispettivamente 20%, 50% e, solo nell’ultimo anno, 100%. Per i precari sarà  utilizzabile rispettivamente il 10%, il 25% e il 50% delle risorse derivanti dalle uscite che si verificheranno entro dicembre 2015. E’  facile ipotizzare che la quantità  di risorse che si libereranno sarà  più che insufficiente rispetto al numero di precari, dato l’alto numero di precari e poche o zero cessazioni con il risultato che i precari di molti piccoli enti non avranno nessuna possibilità , neanche di farli i concorsi.


– Quali precari.  Ad essere interessati saranno unicamente i lavoratori con contratto a TD (con 3 anni di contratto negli ultimi 5). Saranno esclusi dall’assunzione a tempo indeterminato anche coloro che, seppure con molti più di tre anni di precariato alle spalle, hanno avuto carriere miste (es. LSU  + TD inferiore a tre anni ?).


– Concorsi. Per decidere quali saranno i pochi fortunati a prendere questo treno si prevedono concorsi “altamente selettivi” per i TD mentre per i LSU/LPU  si privilegia solo l’anzianità  anagrafica. Come si fa a dire ai precari della PA che lavorano nelle proprie amministrazioni da ben oltre 3 anni, arrivando anche a 15-17 anni di anzianità  variamente maturati, con un’età  media che si aggira intorno ai 45-55 anni che forse non sono idonei a ricoprire il posto? Questi lavoratori, la vera selezione l’hanno superata lavorando per anni ed anni consentendo alle Amministrazioni e agli Enti di svolgere la propria missione garantendo l’erogazione di servizi ai cittadini.


– Licenziamenti.  La forte limitazione all’utilizzo dei contratti precari nel settore pubblico, che dovrebbe essere contenuta nel provvedimento, ci vede ovviamente favorevoli, anche se noi sosteniamo da sempre il blocco totale della flessibilità . La domanda che facciamo noi è la seguente: se sarà  impossibile prorogare i contratti a temine in assenza di un piano di assunzione entro il 2015 che fine faranno i precari che non vincono i concorsi riservati nel triennio? I licenziamenti dei precari sono la soluzione del problema?

Enti locali e Sanità . Questi due settori, nei quali c’è una buona parte dei precari pubblici, sottoposti al patto di stabilità , piani di rientro,  accorpamenti e abolizione,   come faranno ad assumere i precari?

Secondo USB P.I. – il decreto va modificato: occorre prioritariamente sbloccare il turn over, per dare alle amministrazioni pubbliche la possibilità  di assumere, pretendere che le risorse statali regionali e comunali attualmente destinate al pagamento dei LSU/LPU e quelle finalizzate alle stabilizzazioni dei LSU, sulla base di accordi tra Ministero e regioni, debbano essere utilizzate per le assunzioni a tempo indeterminato di tutti i precari lsu/lpu ed ex lsu. Per rivendicare garanzie di occupazione ed assicurare un futuro alla pubblica amministrazione, è necessario reinternalizzare i servizi e tornare ad investire nel welfare.
 
A sostegno di questi punti l’USB organizzerà  iniziative di lotta nei posti di lavoro e nelle piazze, per inchiodare Governo e parti sociali alle loro responsabilità , e chiama il 18 ottobre anche i lavoratori precari del pubblico impiego allo Sciopero Generale e ad una mobilitazione combattiva.

Data: 02 settembre 2013.

Fonte: USB Pubblico Impiego.

Nella foto: precari calabresi appartenenti al Bacino LsU-LpU durante una delle tante manifestazioni a Catanzaro.

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