Ricordi e testimonianze della famiglia Serravalle

Con Ricordi e testimonianze “I Serravalle, una famiglia delle nostre: da Catanzaro a Serra di Piro” è proseguito il programma culturale estivo promosso dall’amministrazione comunale di Bianchi, assessorato alla Cultura. All’incontro (nelle foto) ospitato presso il salone della biblioteca comunale ha fatto da cornice un numero pubblico, che per circa due ore ha ascoltato con interesse e attenzione gli interventi di Antonio Valente, vicesindaco; Pasquale Taverna, assessore alla Cultura; Francesco Talamo, scrittore-storico e Simona Fuscà , ricercatrice. Nel dibattito sono intervenuti Giuseppe Leo, Ciambrone della Rubbettino editore e Aurelio Rocca già  sindaco di Bianchi. Valente ha sottolineato l’importanza dell’evento finalizzato per ricostruire e promuovere la memoria storica collettiva di una comunità  e ricordato che nel settore della Cultura  i risultati sono sotto gli occhi di tutti. “Uno dei motivi di questo incontro – ha detto l’assessore Taverna – è quello di non spezzare il filo della memoria, il legame di un paese, di una Comunità  che guarda al futuro e per il quale non può esserci futuro, se non affonda le radici in un glorioso passato, i cui antenati con il loro operato e le loro gesta hanno permesso a tutti noi di trovare un mondo migliore”. In questo contesto e nella  storia di Bianchi, oltre ad Accattatis, l’assessore annovera la famiglia Serravalle, alla quale va riconosciuto “un tributo di gratitudine e onore, famiglia che ha inciso positivamente nella Comunità  sia nell’aspetto sociale, culturale ed economico”. Un invito e un auspico infine, a “tenere  sempre alto il senso della memoria storica ed essere orgogliosi del nostro passato”. Francesco Talamo, discendente della nobile famiglia, con una certa emozione e forte del legame sincero e premuroso dei Serravalle  verso  la Comunità  di Serra di Piro di Bianchi, ha raccontato la storia dei Serravalle. Francesco Serravalle e Mauro Giuseppina, ebbero due figli Antonio e Francesco,  uomini di studio, ingegno e apprezzate  qualità  umane. A  Catanzaro dove si trasferirono, Antonio  esercitò la professione di avvocato e fu presidente dell’Accademia di Scienza e Lettere, membro del Consiglio Generale della Provincia Ultreriore II e della Società  Economica. Morì il 24 gennaio del 1893, all’età  di 91 anni lasciando alla Biblioteca comunale circa diecimila volumi. Numerosi gli scritti dati alla stampa che sono la sua vita: “Scritti d’occasione; La notte del 7 ottobre del 1877; Memorie della Magistratura del Foro di Catanzaro 1809 ai nostri tempi ecc. Francesco ebbe un figlio, Pasquale, nato a Bianchi, che ben presto attratto dallo studio cosmico dimostrò particolari doti, tanto che lo zio Antonio nel palazzo a Catanzaro gli fece realizzare un osservatorio astronomico.  I Serravalle sono stati sempre in stretto contatto con Serra di Piro, gestendo con lungimiranza una grossa masseria e tenendo un rapporto riguardoso con la comunità . La dottoressa Fuscà , con chiarezza, passione e ricchezza di particolari ha esposto la sua tesi di laurea “Palazzo Serravalle a Catanzaro: un’assenza della cultura artistica dell’attento valore artistico-architettonico dell’immobile”. La tesi, con l’ausilio di supporto informatico evidenzia e ripercorre la vicenda dell’abbattimento di palazzo Serravalle (maggio 1975) ultimo atto della politica del piccone che portò alla scomparsa del “salotto” di Catanzaro. Il palazzo Serravalle, con la sua bellissima scala di marmo di Gimigliano, il salone a cupola, dove Pasquale Serravalle aveva realizzato il primo osservatorio astronomico, gli affreschi dell’Andreotti, del Cefalj e di altri importanti pittori) fu ritenuto dal Comune un ostacolato che avrebbe impedito il deflusso del traffico crescente (la strettoia), nonostante erano contro la demolizione il Soprintendente ai Monumenti e Gallerie Giuliano Greci che il Ministro ai beni culturali, Onorevole Giovanni Spadolini.

Data: 12 settembre 2013.

***

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com