Monte (USB): “modificare il decreto per l’assunzione dei precari calabresi”

IL RAPPRESENTANTE dell’Unione Sindacale di Base (USB), Aurelio Monte (nella foto), ha esposto le ragioni della protesta promossa giovedì scorso a Villa San Giovanni (Rc) per chiedere al Governo di rivedere il cosiddetto ‘decreto salva precari’ – ovvero il decreto 101 del 31 agosto 2013. “Tale decreto – ha spiegato il sindacalista – per come è stato concepito non consente, specialmente agli LsU/LpU, di poter essere stabilizzati all’interno dei Comuni in quanto, quest’ultimi, nonostante la carenza di personale di ruolo nelle piante organiche, sono strutturalmente deficitari. A giudizio di Monte infatti "chi ha redatto il testo di legge disconosce il problema che attiene al Comporto degli LsU/LpU". "Pertanto – ha proseguito l’interessato –  prevediamo che dei circa 150.000 precari della pubblica amministrazione solo 30.000 (tra questi poche centinaia di  LsU-LpU) potranno essere stabilizzati”. “Tutto ciò è inaccettabile. Per questo – ha affermato ancora Monte – abbiamo chiesto un tavolo tecnico in modo da confrontarci, ragionare e capire quali sono i veri mezzi per poter risolvere la questione”. “In più – ha poi ricordato – il decreto prevede la stabilizzazione a partire dai lavoratori più anziani. All’interno del Bacino calabrese degli LsU-LpU gli ultrasessantenni rappresentano il 30% del totale del personale. Come USB chiediamo che queste persone siano accompagnate alla pensione (avendo riconosciuti i contributi pregressi) in modo da favorire la stabilizzazione dei giovani che possono dare un contributo migliore agli enti locali”. Infine, l’esponente USB ha posto il problema dei fondi destinati al pagamento dei lavoratori da parte della Regione Calabria “fermi – ha detto – al 31 agosto 2013”.


R.S.

Data: 23 settembre 2013.

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