UDC Calabria, in cinque contestano Trematerra

"LA DECISIONE di convocare la direzione regionale del partito per il 07.10.2013 senza avvisare numerosi componenti eletti nel corso della riunione del comitato del 06 luglio C.A., è un fatto estremamente grave e viola i principi di democrazia interna del partito. Noi non abbiamo condiviso il metodo usato nella riunione di tale comitato ed abbiamo contestato le modalità poste in essere da parte sia dal segretario Regionale Gino Trematerra, che dal Presidente Manti, i quali, in tale circostanza hanno dimostrato di non rispettare le regole statutarie né di favorire il tentativo di una gestione unitaria e condivisa sia del partito che delle scelte programmatiche da attuare per risolvere i gravi problemi della Regione Calabria, però in tale riunione venivano nominati i componenti della direzione regionale. Ebbene, è evidente che il segretario Regionale non ha invitato alla riunione della direzione Regionale del 07.10.2013 tutti i soggetti che a suo tempo erano stati eletti dal Comitato, decidendo di operare una scelta su chi sia più conveniente convocare, magari temendo un dissenso già apertamente manifestato sulla gestione organizzativa. Tale decisione significa non più rimanere nell’ambito del partito (di cui fanno parte tutti, dissidenti compresi) bensì preferire di fare una riunione di amici, che parlano tra di loro e che molto probabilmente si troveranno facilmente d’accordo col capo. Crediamo che un episodio simile non si sia mai verificato nella storia di nessun partito democratico. Gli organismi hanno valore quando “tutti” i membri, sono “sempre” chiamati a partecipare, perchè nominati tramite decisioni assunte dall’organo preposto. Il partito è patrimonio di tutti e non può essere gestito a livello personale come se fosse un bene privato, altrimenti ed inevitabilmente la gestione autoritaria ed autoreferenziale rischia di rimanere da sola a dettare leggi in una casa abbandonata e vuota. Noi crediamo nella politica e, nonostante il disagio, invece di abbandonare il campo (come qualcuno preferirebbe) per amore delle nostre idee, del partito e della Calabria, riteniamo necessario, al fine di prevenire i danni che derivano al partito ed al consenso elettorale da tale gestione autoritaria e discriminante, chiedere al segretario nazionale On. Cesa, di intervenire tempestivamente ed autorevolmente presso gli organi preposti, onde evitare ogni prevaricazione, annullando le decisioni politiche assunte nella riunione di direzione regionale dell’UDC del 07.10.2013, in quanto illegittime ed in violazione delle regole statutarie e procedere al ripristino della democrazia interna al partito, nel rispetto delle regole e dello statuto, nominando, eventualmente, un commissario per la gestione ordinaria del partito calabrese". Così, in una lettera inviata al segretario regionale UDC, Gino Trematerra, e per conoscenza al segretario nazionale, Lorenzo Cesa, i componenti della Direzione regionale del Partito, Geracitano (nella foto), Mazza, Bordino, Romeo e Cannatà.

Data: 11 ottobre 2013.

 

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