Lavoratori in mobilità, la protesta arriva in Parlamento

L’8 ottobre sei lavoratori in mobilità calabresi hanno portato la loro protesta fino al Parlamento italiano. Subito dopo che la Presidente della Camera Laura Boldrini aveva letto il messaggio del Presidente della Repubblica sulla necessità di un indulto/amnistia per la situazione delle carceri italiane, i lavoratori hanno interrotto per qualche minuto i lavori parlamentari, declamando al alta voce il 1° articolo della Costituzione “l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”, violando così il silenzio previsto dal regolamento per i visitatori e subito prima di essere allontanati dagli assistenti parlamentari. Nello stesso momento si sono levati applausi di approvazione dal settore del gruppo MoVimento5 Stelle, ma non solo. Questo gesto estremo è stato compiuto per richiamare l’attenzione dei parlamentari su quella che, secondo i lavoratori, è la vera emergenza del Paese, quella occupazionale, e per ricordare il rispetto della nostra Carta fondamentale. I lavoratori calabresi in mobilità, ormai esasperati dal ritardo dei pagamenti e dal continuo tira e molla sulla proroga della mobilità, rappresentano la punta di un iceberg che, solo nella nostra Regione, conta oltre 25.000 persone nella stessa situazione ed almeno altrettanti disoccupati. Molti percettori della mobilità ricevono un reddito mensile di 400 euro, erogati quasi sempre con 6-8 mesi di ritardo e soprattutto per questi motivi, negli ultimi mesi nella Regione non si contano più le manifestazioni, i blocchi stradali, i sit-in organizzati nelle strade e sotto i palazzi del potere, dove spesso si decidono le sorti dei cittadini italiani.

Data: 11 ottobre 2013.

Fonte: Lavoratori e lavoratrici in mobilità Calabria.

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