L’impegno della Diocesi cosentina per i beni culturali

L’OTTANTA per cento dei beni artistici italiani è di proprietà della Chiesa, il dieci per cento di quelli che appartengono allo Stato è di provenienza ecclesiastica. Un patrimonio enorme, eccezionale per storia e pregio, ma di difficile gestione per carenza di fondi e spesso anche per disinteresse ed incuria. Ne ha parlato il responsabile dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, don Francesco Greco, durante i lavori del convegno a tema (nella foto) sul restauro della Chiesa di San Michele. Il sacerdote ha tracciato una sintesi del lavoro curato dall’Arcidiocesi nell’ambito del processo di recupero e valorizzazione del patrimonio artistico locale, a partire dalla catalogazione dei beni mobili appartenenti alle 512 parrocchie cosentine. Un impegno lungo tre lustri che ha consentito un primo resoconto (il 45% del totale) circa il numero, la qualità e lo stato di conservazione di opere sacre e complementi d’arredo. Un lavoro reso possibile dall’utilizzo di fondi CEI che, oltre al restauro degli edifici di culto e al risanamento di antiche suppellettili (come gli organi a canne), mira alla prevenzione dei furti anche attraverso l’implementazione di sistemi antintrusione. Don Francesco, che ha portato il saluto dell’Arcivescovo Nunnari, ha ricordato il restyling di tre tele della Chiesa di Santa Maria alle Croci avvenuto di recente grazie alla collaborazione tra Arcidiocesi, Comune di Rogliano e Associazione ‘Montoro’ – quindi l’istituzione del Museo Diocesano. “I monumenti – ha detto – devono restare aperti per essere ammirati. I beni culturali sono una ricchezza non solo per la Chiesa ma anche per la popolazione”.

Gaspare Stumpo

Data: 14 ottobre 2013.

Fonte: Parola di Vita.

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