Valle del Savuto, i sindaci dalla parte dei precari

“QUELLA sugli Lsu-lpu è una legge ignobile che non ha ragione di esistere in una società civile”. Lo ha detto il sindaco di Marzi, Rodolfo Aiello, nel corso di una Conferenza dei Sindaci (nella foto) che si è volta nel tardo pomeriggio di ieri su convocazione del sindaco di Rogliano, Giuseppe Gallo. L’iniziativa è nata in seguito alle proteste dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, e a quelle dei lavoratori in mobilità che nel Savuto hanno sortito effetti importanti a Rogliano e a Grimaldi, soprattutto nella gestione dei servizi. A distanza di un anno, dunque, gli amministratori locali si sono ritrovati a far fronte alle problematiche di sempre. “I Comuni basano le loro attività anche sugli Lsu-Lpu che, nel tempo e con i tagli alle risorse, sono diventati una forza lavoro determinante”. “E’ opportuno – ha spiegato il sindaco Gallo – porre fine alla vertenza di questi lavoratori la cui condizione di precarietà è divenuta ormai drammatica e insostenibile”. Nella stessa assemblea, i Lavoratori in Mobilità hanno rivendicato gli emolumenti arretrati e progetti di reinserimento occupazionale, mentre i precari Lsu-Lpu si sono soffermati principalmente sull’insieme di provvedimenti che, a partire dalle somme legate ai pagamenti dell’ultimo quadrimestre, continuano a riguardare la legislazione in materia di stabilizzazione occupazionale. Il gruppo Lsu-Lpu ha stigmatizzato infatti “l’immobilismo dell’intera classe politica calabrese” rispetto al pacchetto di misure “annunciato e mai avviato” destinato alla legittimazione della posizione lavorativa all’interno della Pubblica Amministrazione. Un problema giuridico, economico e politico “al quale – hanno fatto sapere – nessuno vuole porre rimedio. E’ accaduto con gli ultimi annunci del Governo regionale, è accaduto con il decreto (oggi legge) n° 101 dell’agosto 2013 e, con la predisposizione della Legge ad hoc di iniziativa parlamentare, il cui iter resta ancora un mistero”. “A ciò – hanno proseguito gli interessati – vanno aggiunti l’assenza di un Tavolo Tecnico Stato-Regione e la presenza di una norma transitoria seguita alla sentenza della Corte Costituzionale che non dipana le nebbie anzi, rafforza il clima di indecisione intorno ad una vicenda davvero paradossale”. I sindaci, alcuni dei quali hanno contestato le Organizzazioni sindacali “per la politica che hanno portato avanti da dieci anni a questa parte” – hanno espresso solidarietà e annunciato che si faranno portavoce delle istanze dei lavoratori per sollecitare Regione e Ministeri “affinché producano atti e fatti” così come avvenuto per la Campania e la Sicilia. “Occorre una svolta con proposte organiche che partano dal basso e coinvolgano coloro i quali hanno potere decisionale in modo da garantire economia e giustizia sociale alla Calabria”. Gli amministratori della Vallata hanno detto “no alle passerelle e alle strumentalizzazioni auspicando la massima unità tra lavoratori e sindacati, mantenendo chiaro il rapporto tra rivendicazioni, lotta e aspetti istituzionali”. Rogliano sarà per questo sede di un ‘Tavolo Permanente’ destinato a portare a sintesi protesta e proposta. E a coinvolgere i territori. La mobilitazione però non cesserà, almeno per i prossimi giorni.

R. S.

Data: 01 novembre 2013.

– I lavoratori che hanno partecipato all’Assemblea di Rogliano –

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