Ospedale ‘S. Barbara’. Gallo: “restituiteci lo stabile”

“DUE MEDICI in servizio nel servizio Analisi dell’ospedale di Rogliano sono stati trasferiti a Cosenza. Tale ‘decretazione’ segue altre analoghe determinazioni che, nel quadro di tutta una serie di più complessive operazioni tutte destinate alla dequalificazione del nostro presidio ospedaliero, individuano meschine manovre di pervicace ridimensionamento che continuano a provocare i gravi danni che sono sotto gli occhi di tutti. Mentre il presidio di Rogliano viene così ostinatamente disastrato, non si risolvono neanche i problemi della Sanità ospedaliera di Cosenza che fa acqua da tutte le parti e che produce casi di malasanità in serie industriale, e questo senza che nessuno muova un dito per sanzionare le inadempienze più clamorose. Queste continue, ossessive deliberazioni rivolte al depauperamento di un ospdale che funzionava perfettamente e che era un fiore all’occhiello della Sanità calabrese, mi inducono ad assumere una posizione ben chiara: che si riprendano questo Ospedale e che ci restituiscano lo stabile cle appartiene alla Comunità di Rogliano, visto che queste quattro mura furono costruite grazie ad una sottoscrizione dei Minatori e degli Emigrati roglianesi. Questa gente nonè degna di un patrimonio di tnta nobilità. Chiamo in causa in prima persona la responsabilità del presidente Scopelliti, e lo faccio per l’ultima volta, nella speranza che egli blocchi ogni manovra di impoverimento di questo presidio, assunta sempre a spese della collettività, e che smantelli una volta per tutte (con meno spese) un ospedale contro cui c’è stata sempre l’ostilità sua e del suo manager e di tutto l’ambiente. Con il nostro stabile finalmente libero dalle miserevoli attenzioni di cotanta lungimiranza sapremo noi cosa fare. Adesso, lorsignori tolgano il disturbo. E Rogliano li elegga a suoi storici nemici”. Così, in una nota, il sindaco di Rogliano, avvocato Giuseppe Gallo (nella foto), a proposito della sempre aperta vertenza che riguarda il processo di riordino del presidio ospedaliero ‘Santa Barbara’.

Data: 14 novembre 2013.

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