“Sicilia e Mazzei tra i figli migliori della Comunità”

“CARISSIMA sorella spero riceverai questa mia lettera dove ti chiedo di mandarmi un po’ di formaggio pecorino, pane e altro che puoi mandare, per me tutto va bene”. In una delle missive inviate alla famiglia dal lager tedesco (Bezeichnung) in cui si trovava prigioniero, il ventottenne Guerrino Sicilia aveva chiesto qualcosa da mangiare, nient’altro. Il messaggio, però, era giunto in Calabria alcune settimane più tardi rispetto al giorno della sua morte. Così come altri ragazzotti di quegli anni, Sicilia aveva lasciato il paese, il mestiere, convinto dell’inutilità della guerra, preoccupato per la sua sorte ma deciso a fare il proprio dovere per difendere la Patria. Anche il più giovane Mazzei, all’epoca ventunenne, brillante studente, si era preoccupato di rifiutare una licenza per motivi scolastici pur di non rinnegare le proprie scelte andando incontro alla morte. Due testimonianze drammatiche di quella che fu la sorte di centinaia di migliaia di giovani italiani che in un clima di grande confusione, in nome della democrazia e della libertà, abiurarono – non senza conseguenze . la dittatura di Hitler e Mussolini. Lo fecero con grande maturità nonostante avessero negli occhi la paura scaturita dagli orrori della trincea, nonostante il freddo, la fame e le malattie patite nel viaggio e sul campo di battaglia. Nonostante avessero due vocazioni diverse dall’uso del fucile e della baionetta. “Non ci può essere vittoria dove scorre il sangue, non ci può essere vittoria dove esiste non esiste pace. A questi Caduti – ha detto il sindaco Gallo – dobbiamo un mondo migliore, un mondo all’altezza del sacrifico che hanno fatto. Questi giovani roglianesi Caduti in guerra devono essere di esempio per le nuove generazioni affinché non dimentichino mai la storia e i valori che essa impone, senza i quali non ci può essere né presente né futuro”. Guerrino Sicilia e Mario Mazzei saranno ricordati tra i ‘figli migliori’ di una Comunità che con le guerre ha conosciuto lutti e dolore. Uomini strappati all’affetto dei cari e costretti, senza senso, alla lontananza dalle proprie terre e dai propri sogni, martiri di in una catastrofe assurda che ha segnato il prezzo di esistenze quasi mai cominciate. “Hanno dato la vita per la costruzione di una Italia migliore,  sono tornati in un momento di forte caduta di ideali. Ideali di cui c’è tanto bisogno per rimettere in moto il nostro Paese. Il loro – ha affermato il professor Mario Mazzei – è un insegnamento. Solo se ci sono ideali c’è speranza per il futuro”.

Gaspare Stumpo

Data: 22 novembre 2013.

Fonte: Parola di Vita.

Nella foto: l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Salvatore Nunnari, mentre concelebra la Santa Messa in onore dei due Caduti nella chiesa di San Domenico in Rogliano.

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com