Lsu morto a Cerisano, i lavoratori si rivolgono al leader di ‘Diritti Civili’

IN SEGUITO alla tragedia che ha colpito Franco Ritacco, l’operatore Lsu deceduto in seguito ad una caduta mentre era impegnato a sistemare un albero di Natale nel centro storico di Cerisano, un gruppo di Lsu-Lpu del Savuto si è rivolto al leader del Movimento ‘Diritti Civili – Franco Corbelli. Ritacca, 47 anni, ha cessato di vivere nel primo pomeriggio di ieri presso il presidio ospedaliero ‘Annunziata’ di Cosenza dove, ricordiamo, era stato trasportato con l’ausilio dell’Elisoccorso. I lavoratori del Bacino calabrese degli Lsu-Lpu hanno espresso sentimenti di vicinanza alla famiglia denunciando, ancora una volta, la situazione di “lavoro nero legalizzato” in cui, in rapporto alle mansioni svolte negli enti locali, sono costretti da oltre 15 anni. Una condizione che sembrava trovare soluzione in seguito ad una proposta contenuta nel maxiemendamento nella Legge di Stabilità, rimossa incredibilmente all’ultimo momento. Gli Lsu-Lpu del Savuto si sono rivolti a Corbelli evidenziando le caratteristiche di uno status giuridico lavorativo “che a fronte di doveri consolidati non consente altrettanti diritti” – in virtù del quale “la Famiglia dell’uomo non riceverà nessun indennizzo o agevolazione anche di ordine pensionistico”. A Corbelli è stato ricordato, quindi, che  “tale situazione di precarietà è comune a oltre 5000 cittadini calabresi e che nell’ultimo anno venuti a mancare in circostanze tragiche altri due lavoratori appartenenti al Bacino Lsu-Lpu” della Calabria. (R.S.)

Data: 29 novembre 2013.

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