L’USB ricorda il precario scomparso tragicamente a Cerisano

LA USB CALABRIA si stringe attorno alla famiglia colpita in modo così brutale e violento. Franco era un lavoratore precario, uno dei tanti “ragazzi” che da una vita attendono di aver riconosciuta la dignità di lavoratore a pieno titolo e che per questo avrà sicuramente lottato assieme ai suoi colleghi anche nelle scorse settimane. Le morti sul lavoro sono la cosa più terribile che possa avvenire, ma in questo caso è ancora peggio, perché lui era un non-lavoratore, uno, cioè, di quei 5.200 qui in Calabria, a cui lo Stato non vuole riconoscere lo status di lavoratore. Infatti, noi dell’USB gli Lsu-Lpu li abbiamo definiti lavoratori invisibili, cioè lavoratori utilissimi, ma non riconosciuti come tali e, ironia della sorte, Franco è caduto da una scala proprio mentre, in servizio presso il suo comune, svolgeva il suo dovere, come sempre. Questa morte dà una tristissima risposta a personaggi come Brunetta o i tanti politici locali, che dall’alto dei loro privilegi si permettono il lusso di mettere in discussione l’utilità degli Lsu e degli Lpu. Ed è proprio per questo, per dare un senso a questa morte assurda, che tutti i suoi colleghi sono chiamati, ora più che mai, a ribellarsi per ottenere, anche a nome suo,  il giusto riconoscimento: diventare lavoratori a tutti gli effetti. Ai lavoratori chiediamo di ricordarlo martedì nella manifestazione di Villa San Giovanni, chiedendo che a lui, almeno dopo morto, e a tutti gli altri venga data la piena dignità di lavoratore. Alla moglie e alla figlia, il cordoglio, la vicinanza e la solidarietà di USB.

Data: 29 novembre 2013.

Fonte: USB – Federazione Regionale Calabria.

 

 

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