Precari Calabria, la Regione illustra la proposta di legge per la stabilizzazione dei lavoratori

IL PRESIDENTE della Regione Giuseppe Scopelliti e l’assessore al lavoro Nazzareno Salerno hanno presentato in conferenza stampa a Reggio Calabria, presso palazzo Campanella, la proposta di legge, approvata ieri dalla Giunta, finalizzata a superare il precariato. L’obiettivo è quello di “ridurre il bacino dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, che svolgono la loro attività presso amministrazioni pubbliche favorendo l’instaurazione di rapporti di lavoro regolare”. Per questi lavoratori sono stanziate da anni risorse a carico dello Stato e della Regione sotto forma di sostegno al reddito. Altro obiettivo del provvedimento è quello di “ridurre anche il numero dei lavoratori impegnati in attività socialmente utili e di pubblica utilità, di cui alle leggi regionali 15/2008, 28/2008 e 8/2010, destinatari di misure di sostegno al reddito a valere sulla spesa pubblica, attraverso la proroga dei contratti e dell’utilizzo di tali lavoratori fino al 31/12/2016 per favorire l’assunzione a tempo indeterminato, anche con contratto di lavoro a tempo parziale”. Per questo, si legge nella proposta di legge “per realizzare le finalità sopra descritte per i lavoratori LSU/LPU in attività alla data di pubblicazione della presente legge è istituito l’elenco regionale di cui all’articolo 4, comma 8, del D.L. 101/2013. I lavoratori saranno inseriti nell’elenco regionale a domanda da presentarsi entro 40 giorni dalla data di pubblicazione della legge. Entro 60 giorni dalla data di scadenza del termine di presentazione dell’istanza d’inserimento, la Regione predispone l’elenco dei lavoratori. Analogo elenco regionale verrà istituito per i lavoratori di cui alle leggi regionali 15/2008, 28/2008 e 8/2010”. La proposta di legge prevede anche processi di stabilizzazione: “Gli enti territoriali e le altre pubbliche amministrazioni che hanno vuoti in organico per le qualifiche di cui all’articolo 16 legge 56/87 (categorie A, B e B1) possono procedere: coerentemente con la programmazione triennale del personale e dei posti in dotazione organica e dei vincoli finanziari vigenti (Art. 4, comma 6, D.L. 101/2013 ); in deroga a quanto disposto dall’articolo 12, comma 4, D. lgs. 468/97 all’assunzione a tempo indeterminato anche parziale dei soggetti inseriti negli elenchi regionali di cui sopra, con diritto di essere stabilizzati con precedenza dei lavoratori utilizzati presso l’ente che procede alla stabilizzazione. Per le qualifiche superiori rispetto a quelle di cui all’articolo 16 della legge 56/87 le pubbliche amministrazioni nel rispetto delle disposizioni previste dall’art. 4, comma 6, del D.l. 101/2013 possono procedere all’assunzione dei lavoratori di cui all’art. 1 fino al 31/12/2016. Per realizzare tale finalità è possibile convertire le risorse regionali stanziate come misure di sostegno al reddito in risorse per facilitare le assunzioni a tempo indeterminato dei lavoratori di cui art. 1 nel triennio 2014/2016”. “Per le finalità di cui all’art. 4 del D.L. 101/2013, convertito in legge 125/2013, – si legge ancora – le pubbliche amministrazioni nell’ambito degli elenchi di cui all’art.1 possono prorogare i contratti di lavoro a tempo determinato nonché l’utilizzo degli stessi sino il 31/12/2016”. “Ieri abbiamo licenziato questo provvedimento in Giunta e lanciamo un appello anche ai colleghi di minoranza affinché la legge, dopo la conferenza dei capigruppo, si approvi nella prossima seduta del Consiglio regionale prevista questo giovedì 19 dicembre – ha sottolineato il presidente Scopelliti. Con questa legge diamo certezze per tre anni ai precari oltre ad attivare i processi di stabilizzazione. Da parte nostra sappiamo di avere un Governo che ascolta le istanze della Calabria”. “Attraverso questa proposta avremo un quadro chiaro del precariato calabrese che è composto, oltre che da Lpu e Lsu, anche dai lavorati della legge 15/2008, 28/2008 e 8/2010 – ha dichiarato l’assessore Salerno. La legge dà la possibilità agli enti utilizzatori di procedere alla proroga triennale e non più annuale ed apre un percorso di stabilizzazione che prevede per i profili bassi delle procedure veloci”.

Data: 18 dicembre 2013.

Fonte: Regione Calabria.

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