Geracitano: “i ragionamenti di Cesario non aggiungono nulla al dibattito interno al Partito”

di Romolo GERACITANO *

“ROBERTO Cesario, ex segretario Provinciale Udc, in un comunicato pubblicato nei giorni scorsi sulla stampa, ha bacchettato la classe politica dell’Udc locale e regionale (e l’ex classe politica dell’Udc) con ragionamenti risibili che nulla aggiungono all’attuale dibattito interno.

Il suo ragionamento, che manca di argomentazioni coerenti, ha un impianto retorico che si richiama a una cornice generale della politica senza entrare nel merito delle situazioni e delle azioni del partito e dei singoli. Idee in libertà che potrebbero essere dette al contrario proprio perché mancano di un solido impianto argomentativo e circostanziato. Un altare accusatorio e censorio che richiama “transumanze” di vario genere senza confutare motivazioni, tesi, tempi, modi. Un partito è un organismo in movimento proprio perché ha un impianto democratico. E la democrazia è la migliore pratica per permettere condivisione di idee, scambi, divergenze, anche conflitti. Tutto questo quando è chiara la linea del partito. Cosa che non appare nell’Udc regionale e nazionale soprattutto dopo la disfatta elettorale dello scorso anno. Un partito aperto e plurale mette i suoi iscritti e i suoi dirigenti nelle condizioni di prendere atto delle sconfitte (sia a livello centrale che periferico) per riorganizzarsi, riposizionarsi e rilanciare le proprie politiche coerenti ai propri ideali. Far finta che nulla sia accaduto e ammettere che il partito può cambiare (senza nei fatti cambiare) tranquillamente e con tempi non chiari significa tracciarne la morte. Spesso, capita che alcuni esponenti politici con vari ruoli e funzioni non sollevino critiche costruttive e facciano fatica a ragionare coerentemente con quanto accade nel partito e nella società in cui il partito opera.

Questi stessi esponenti politici rimangano all’interno di un partito come l’Udc perché il partito stesso, oltre ad aver offerto un’opportunità di impegno politico, ha offerto anche solide possibilità economiche con riconoscimenti lavorativi a livello provinciale e regionale basati sulla mera captatio benevolentiae.

Un partito, è vero, attraverso un congresso ridisegna la propria classe dirigente e le proprie politiche.Tutto questo, però, deve essere coerente con tempi e modi che ad oggi non ci sono. Infatti, si sta arrivando al congresso nel peggiore dei modi col rischio di avere delegati a pensiero unico. Far finta che tutto questo sia normale fa solo il male dell’Udc che, come forza politica, rischia una sua implosione prematura buttando definitivamente all’aria le proposte cattolico-liberali di cui è portatore dalla nascita”.

* Componente del Comitato regionale UDC Calabria.

Data: 22 gennaio 2014.

 

 

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