‘Il Brigantaggio nel Savuto’. Mostra e convegno a Bianchi

“IL BRIGANTAGGIO nel Savuto” è stato il tema dibattuto presso la Sala consiliare di Bianchi. Il convegno (nella foto) promosso dal Comune di Bianchi, assessorato alla Cultura, Biblioteca Nazionale di Cosenza e col contributo di Rubbettino editore ha riscosso interesse e partecipazione. Alla presenza di una folta platea sono intervenuti Francesco Villella, sindaco di Bianchi; Gregorio Manfredi della Biblioteca Nazionale di Cosenza; Giuseppe Scalzo, imprenditore; Giuseppe Curcio, scrittore e Francesco Tassone, studioso di Vibo Valentia. Per assessore alla Cultura Taverna, il convegno corona il successo della mostra bibliografica allestita presso la biblioteca comunale (21 dicembre – 31 gennaio) visitata da circa trecento alunni di dodici scuole del Savuto e Reventino il cui obiettivo è stato quello di analizzare il fenomeno del brigantaggio, le sue radici culturali e sociali raccontato attraverso i numerosi libri e stampe esposte. Un successo grazie anche alla collaborazione e disponibilità dei dirigente scolastici, Fernanda Petrisano, Patrizia Costanzo, Enrica Pascuzzi e Carmela Mancuso. Il sindaco Villella ha sottolineato la ricaduta culturale e didattica di un periodo che va visto da altre angolazioni. Gregorio Manfredi, curatore della mostra ha portato i saluti di Elvira Graziani direttore della Biblioteca Nazionale di Cosenza ed ha espresso apprezzamento per l’interesse mostrato dai giovani studenti e visitatori a vicende di 150 anni fa. Il passionario Scalzo è intervenuto indossando il costume tipico dei briganti. Curcio autore di alcuni libri sul brigantaggio ha raccontato come la storia del brigante biancaro Pietro Bianco è simile per episodi e vita vissuta a quella di Pietro Monaco di Pedace e analizzato le cause che hanno contributo al nascere del brigantaggio post-unitario. Sono intervenuti: Franco Sacrpino, Alessandro Malerba (Unione Mediterranea), Saverio Bianco, Santo Cardamone (discendente della brigantessa Generosa Cardamone) e Giuseppe Fazio. L’intervento conclusivo di Francesco Tassone, già magistrato e fondatore degli storici “Quaderni Calabresi” ha appassiono e deliziato la platea rimasta inchiodata per circa tre ore sulla sedia. “Da Bianchi – ha esordito lo studioso – un contributo importante e coraggioso per la revisione storica sul brigantaggio, liquidato con troppa facilità come fenomeno”. Poi ha sottolineato “la vitalità e la partecipazione attiva” della comunità biancara a un tema “affascinante cui la storia ancora non ha fatto piena luce”. Tassone, sostiene che tra il 1860/70 è stata combattuta “la grande guerra durata 10 anni su tutto il territorio meridionale; un assedio i cui fatti orali sono di difficile lettura e conservati negli archivi dei tribunali”. Per lo studioso quel periodo rappresenta la “cancellazione della memoria” visto l’eccidio indiscriminato e sommario di interi villaggi e ricorda il messaggio inviato a Cavour (ho dato disposizioni che non si perda tempo a far prigionieri). Una guerra per Tassone “passata nel dimenticatoio ma che ora stiamo riscrivendo”. Infine da sottolineare che i lavori sono stati animati con l’ausilio di spezzoni di video e canzoni sul brigantaggio.

Pasquale Taverna

Data: 04 febbraio 2014.

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com