Rogliano. LaBo.Ro.Bis: rivive l’antica arte degli scalpellini e degli intagliatori

L’OBIETTIVO è quello di ricreare, in chiave moderna, le antiche botteghe artigiane del tempo. Le stesse che ebbero un ruolo fondamentale nell’architettura e nella micro-economia, soprattutto nel XVII° e nel XVIII° secolo, allorquando abili maestri seppero realizzare capolavori di valore inestimabile in quella che fu la scuola roglianese degli scalpellini e degli intagliatori. A loro, ricordiamo, si deve l’opulenza e la sontuosità di altari e portali barocchi, ovvero, opere in legno e tufo di chiese, palazzi e piccole dimore gentilizie. Un tesoro rimasto in parte ancora intatto, fiore all’occhiello di una Calabria che riuscì a distinguersi grazie alla bravura e alla operosità delle sue maestranze. “La storia è testimone dei tempi” – scriveva Cicerone – ed oggi, a distanza di secoli, quarantacinque giovani di età compresa fra i 18 e i 35 anni si ritrovano impegnati in un programma di formazione professionale che prevede attività di laboratorio proprio sulla lavorazione della pietra e della ceramica. Al progetto del Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri hanno aderito l’Unione delle Province Italiane (Upi) e, su scala territoriale, l’Amministrazione Provinciale di Cosenza, il Gal Savuto e i Comuni di Rogliano e Bisignano. La.Bo.Ro.Bis è una scuola di arte e mestieri che si propone di perfezionare e valorizzare le capacità degli allievi stimolandone la creatività e la volontà alla implementazione di percorsi lavorativi. Per la sede sono stati scelti alcuni spazi di Palazzo Ricciulli, nel centro storico di Rogliano. All’interno vi operano ragazzi e ragazze guidati da due tutor (Anna Maria Alessio per la scultura – Ersilia Aquino per la ceramica) e da quattro maestri (Ferdinando Gatto e Gabriele Ferraro per la scultura – Erasmo Falbo e Rossella Oddo per la ceramica). Le finalità del progetto sono state illustrate dall’assessore comunale alla Cultura, Antonio Simarco, che ha posto l’accento sia sul significato storico, sia sulla impostazione tecnica dei laboratori. “Lo scopo è quello di continuare il programma oltre la scadenza prevista e porre le basi per la creazione di nuova occupazione. L’impressione – ha spiegato Simarco – è che i giovani abbiano passione e dedizione verso questa forma di arte, unita alla voglia di apprendere che a nostro avviso può portare anche a risultati positivi in un momento di grave crisi economica”. “L’Amministrazione comunale di Rogliano – ha fatto sapere il sindaco Giuseppe Gallo – è disponibile a venire incontro a quanti, nel gruppo, hanno intenzione di avviare piccole imprese di carattere artistico o artigianale”. Le attività di La.Bo.Ro.Bis sono documentate da Emma Guarascio e Francesca Alessio, il cui materiale è destinato alla produzione di un dvd per conto del Gal Savuto. Dall’unione tra pietra, legno e ceramica è in lavorazione l’opera-simbolo della ‘bottega roglianese’. Un bellissimo manufatto che verrà consegnato a Papa Francesco al termine delle cento ore di laboratorio.

Gaspare Stumpo

Data: 21 febbraio 2014.

Nella foto: due giovani impegnati nel progetto La.Bo.Ro.Bis. di Rogliano.

Alla sezione Video di questo portale è disponibile l’intervista all’assessore alla Cultura, Antonio Simarco, corredata da immagini relative all’attività di La.Bo.Ro.Bis.

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