Egidio Sottile, il grande tenore roglianese allievo di Dino Fedri che scelse la scuola *

di Gaspare STUMPO *

“IL TENORE Egidio Sottile di Rogliano che da molti anni risiede nella Capitale ha ottenuto brillanti successi in questi ultimi tempi. Egli è stato calorosamente applaudito a Cosenza al Teatro Morelli durante una manifestazione lirica effettuata in suo onore. Il giovane tenore possiede una voce calda e armoniosa e si prevede che farà una luminosa carriera”. Anni Cinquanta del secolo scorso: i giornali dedicano ampi spazi alle performances di un calabrese poco più che trentenne che nell’immediato Dopoguerra si era trasferito a Roma per completare gli studi universitari. Nel suo piccolo appartamento, però, Egidio Sottile alterna la lettura dei classici all’esercizio della voce legato alle rappresentazioni della Lirica europea. E’ il maestro Dino Fedri a guidarne i passi. Ultimo rappresentante di una dinastia di musicisti, direttore d’orchestra, pianista e compositore, per un lungo periodo accompagnatore di Beniamino Gigli, Fedri segue l’allievo contribuendo ad aprigli le porte delle più famose compagnie romane. Il maestro è un talent scout. Nell’autunno del 1945, su volontà del Cardinale Nicola Canale aveva fondato una banda musicale con l’obiettivo di insegnare musica ai ragazzi. Grazie a lui Sottile conosce il celebre tenore di Recanati. Che lo esorta a “fare di più e meglio”. Fedri muore il 28 marzo 1957 all’età di 45 anni, Gigli qualche mese più tardi. Per Sottile restano un esempio di stile e professionalità assieme alla zia Raffaella, figura discreta ma nel contempo forte e carismatica. E’ un periodo intenso della vita di questo artista la cui presenza è apprezzata nei maggiori teatri della Capitale, nelle serata di gala e persino in Vaticano. L’eco del successo giunge anche in Calabria: il 5 e il 6 agosto 1954 il sindaco di Cosenza, Arnaldo Clausi Schettini, promuove due grossi concerti in suo onore. Gli eventi, ai quali partecipano i baritoni Giuseppe Drogheo, i soprani Helen Mauborgne e Vivalda Guastini, il maestro Dino Fedri e lo stesso Sottile, si tengono al Teatro Morelli. Sottile tornerà nella Città dei Bruzi nell’ottobre 1956 per recitare nel Rigoletto e nel Barbiere di Siviglia sotto la direzione del maestro Vincenzo Reale. Il bambino cresciuto nel coro parrocchiale di Santa Lucia nel quartiere roglianese di ‘Cuti’ e alla Badia di Cava dei Tirreni, è ormai un cantante in ascesa. Ma è prima di tutto un uomo di fede: l’Associazione Uomini Cattolici di Roma, per esempio, lo ringrazia per l’animazione di una serata presso le Suore dell’Assunzione, nel quartiere Quadraro, il 23 luglio 1954. Sottile conosce interpreti di altre scuole, viaggia per l’Italia, si fa apprezzare da alcuni tra i maggiori autori e registi del tempo. Tra gli altri, è amico di Tito Schipa, Ferruccio Tagliavini, Afro Poli, Gino Bechi, Renata Tebaldi, Alfredo Colella, Giorgio Onesti, Fiorella Ortis, Gianna Lollini, Liliana Rossi e Ottavio Taddei. Attraverso le pagine del settimanale ‘La Meridiana’ il giornalista Claudio Remer ne sottolinea il talento. L’occasione è offerta dal Concerto Vocale al Lyceum Romano durante il quale si esalta assieme alla soprano finlandese Eila Sammelo, ai baritoni Guido Caputo e Claudio Pipitone, al mezzo soprano Gianna Pederzini, alla soprano Maria Grazia Zambelli ed ai musicisti Mario Gidiuli e Mario Ranucci. E’ il 2 maggio 1955. “In queste esecuzioni – scrive Remer – il tenore Sottile, più sicuro e meno preoccupato dalla presenza del pubblico, ha interpretato i sui pezzi con maggior calore effondendo un canto potente ed acuti di perfetto timbro ed impostazione, merito questo della sua squisita personalità artistica, e delle notevoli possibilità della sua voce”. Il giovane cosentino, che si esibisce davanti a platee raffinate mettendo in evidenza la duttilità e l’armonia del canto unito all’espressività del personaggio, è chiamato a recitare in opere come Lucia di Lammermoor, Otello, Liolà, Bohème, Tosca, Aida, Traviata, Rigoletto, Barbiere di Siviglia, Ferhuda, Pagliacci, Rosella, Amico Fritz, Alba di gloria e tante altre. Il Teatro Italia, l’Espero, il Delle Vittorie, l’Orione, le Terme di Caracalla sono solo alcuni tra i palcoscenici più importanti calcati da Egidio Sottile nella sua straordinaria esperienza romana. Tuttavia, col trascorrere degli anni l’interesse per la musica e il lavoro non sono compatibili con lo studio. Sottile supera comunque gli esami e completa la tesi di laurea sul drammaturgo Vincenzo Padula. La serata celebrativa al Teatro Orfeo di Taranto in memoria di Giovanni Paisiello, diretta dal maestro Dino Milella, prelude ad una scelta radicale. E’ il 17 febbraio 1960. Alcuni mesi più tardi Egidio Sottile sceglie di voltare pagina puntando all’insegnamento nelle scuole ed eventualmente tornare in Calabria, sposarsi e dedicarsi alla famiglia. Per oltre un ventennio, non senza abbandonare la passione per il canto, la musica classica e il melodramma contribuisce alla formazione di parecchie generazioni di alunni, scrive sui giornali e si occupa di poesia, letteratura e tradizioni popolari. Il resto è storia di questi anni: tre libri, un saggio, un supporto costante al mondo dell’associazionismo e una moltitudine di inviti ad eventi legati alla Lirica tra cui il ‘Festival Internazionale Leoncavallo’. Nell’ottobre scorso il professore si è ritirato a vita privata. Nella sua casa di ‘Cuti’ continua ad accogliere gli amici, a leggere e ad informarsi sugli avvenimenti di ogni giorno. Non tutti, dalle sue parti, conoscono la sua meravigliosa vicenda di tenore mancato, soprattutto le nuove generazioni. In fondo “tutto il mondo è un teatro e tutti gli uomini e le donne non sono che attori: essi – scriveva Shakespeare – hanno le loro uscite e le loro entrate; e una stessa persona, nella sua vita, rappresenta diverse parti.”

Nelle foto: il professor Egidio Sottile, oggi, nel suo studio di Rogliano.

Data: 09 marzo 2014.

Fonte: ‘Parola di Vita’.

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