Il Siulp contesta il progetto di razionalizzazione presentato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Il 13 marzo sit in a Cosenza

“Com’è noto, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha recentemente esposto le linee guida del progetto di razionalizzazione e chiusura di 261 presidi territoriali di Polizia. Le previsioni di chiusura riguardano 11 Commissariati distaccati che espletano le funzioni di Autorità locale di Pubblica Sicurezza, 73 Posti di Polizia Ferroviaria, 73 Sezioni di Polizia Postale, 27 Sezioni e Sottosezioni di Polizia Stradale, 4 Nuclei Artificieri, 11 Squadre a cavallo, 4 Sezioni sommozzatori, 50 Squadre nautiche, oltre agli accorpamenti e rimodulazione delle competenze di alcuni Compartimenti in ambito Stradale, Ferroviario e della Zona di Polizia di Frontiera. In sintesi questo è il progetto che si vorrebbe realizzare senza che prima venissero ascoltate le Organizzazioni Sindacali per acquisirne i pareri o i suggerimenti. Un progetto unilaterale, pensato in chiave meramente ragionieristica, senza tener conto delle tante specifiche professionalità acquisite nel tempo ed ai costi già sostenuti dalla Pubblica Amministrazione per formare il personale della Polizia Stradale, Ferroviaria e Postale attraverso corsi di specializzazione. Il Siulp, che è il Sindacato di Polizia maggiormente rappresentativo di tutto il Comparto Sicurezza, contesta con fermezza il progetto che dovrebbe prevedere anche la soppressione di alcuni Istituti di Formazione, tra i quali la gloriosa Scuola Allievi Agenti di Vibo Valentia. Uno schiaffo per l’intera Calabria ed in particolare per il territorio vibonese. La chiusura della S.A.A., fiore all’occhiello della Polizia di Stato calabrese, costituirebbe anche il collasso di un indotto importante per quella comunità, attese le centinaia di presenze annue di giovani poliziotte e poliziotti provenienti da tutta Italia, che potendo conoscere la Calabria e scoprirne le sue bellezze uniche, contribuiscono anche al rafforzamento delle attività economiche connesse al turismo. Nel nostro capoluogo di provincia è in progetto la chiusura della Sezione della Polizia delle Telecomunicazioni (più comunemente detta Polizia Postale) e del Posto di Polizia Ferroviaria. Il Siulp di Cosenza ha già chiesto un incontro urgente al Prefetto, al Questore, al Presidente della Provincia ed al Sindaco di Cosenza, per favorire un processo di democrazia e di trasparenza che dalla periferia possa espandersi verso il centro. Vogliamo che sia chiara la contrarietà del Sindacato e dei poliziotti alla chiusura dei presidi cittadini. Il primo, Polizia Postale, indispensabile per prevenire e contrastare ogni rischio e pericolo connesso all’utilizzazione della rete Internet: dalla pedopornografia al cyberbullismo, dallo stalking al furto di dati sensibili, dalle truffe alle diffamazioni, etc.. Un ufficio, formato da professionisti specialisti, che produce risultati importantissimi per la sicurezza dei cittadini del web. Il secondo, Polizia Ferroviaria, diventato avamposto di legalità per i viaggiatori e biglietto da visita per il turista che giunge a Cosenza in treno. Un ufficio quasi di frontiera, atteso che a ridosso del rilevato ferroviario insiste una delle comunità Rom più numerose del Sud Italia, e indispensabile presidio dello Stato in un territorio che, soprattutto nelle ore notturne, è ritenuto terra di nessuno. Tali soppressioni troverebbero logica, secondo il Dipartimento della P.S., nella osservanza ed applicazione della spending review, ovvero della revisione della spesa pubblica che altro non è che quel processo diretto a migliorare l’efficienza e l’efficacia della macchina statale nella gestione della spesa pubblica. Allora chiaro deve essere che i servizi di Polizia Postale e Polizia Ferroviaria poco incidono sui costi, anzi, c’è da dire che locali, forniture elettriche, telefoniche ed altro per queste “specialità” sono a carico degli Enti ospitanti e che molte Questure (tra queste quella di Cosenza) non sarebbero attualmente in grado di ospitare nuovi Uffici derivati dai settori specialistici in argomento. In generale, il progetto, così posto, su tutto il territorio nazionale, appare come un arretramento dello Stato sul fronte della lotta alla criminalità e poco lungimirante per il benessere collettivo e per la sicurezza che è precondizione per l’esercizio ed il godimento di ogni diritto. E’ per questo motivo che il Siulp, insieme alle altre organizzazioni sindacali della Polizia di Stato, ha chiesto ed ottenuto per il 20 marzo 2014 un incontro sul tema col Ministro dell’Interno, On. Angelino Alfano, nella sua qualità politica di Autorità Nazionale di Pubblica Sicurezza. Poco meno di un anno fa l’allora Ministro dell’Interno, On. Annamaria Cancellieri, affermava che era indispensabile invertire la sconsiderata azione dei tagli lineari sulla sicurezza, all’epoca pari già a circa 4 miliardi di euro, in modo da dare personale e strumenti alle Forze dell’Ordine, al fine di garantire meglio l’ordine e la sicurezza pubblica. Oggi, purtroppo, pur partendo da quelle affermazioni, siamo giunti ad un punto di quasi collasso del sistema sicurezza, nell’indifferenza della politica ed a vantaggio della criminalità che recupera aggressività e incisività nel controllo del territorio e della stessa economia. Non si possono, tra l’altro, in nome di una spending review che si vuole applicare solo ai meno forti, chiedere ulteriori sacrifici ai poliziotti che per 1400 euro al mese rischiano la propria vita per la sicurezza del Paese e che stanno già sopportando i blocchi del contratto di lavoro (da cinque anni), del tetto salariale e degli adeguamenti (da quattro anni), nonché la diminuzione dei pagamenti del lavoro straordinario e delle missioni. Ancora alla finestra è anche l’approvazione di una legge delega che riveda l’intero impianto delle funzioni e delle responsabilità delle Forze dell’Ordine (c.d. riordino delle carriere), che sarebbe ottimale nell’ottica di potenziare l’efficienza del sistema.Sul territorio si soffre, inoltre, per carenze strutturali e scarsità di mezzi.A Cosenza, per esempio, esistono alcuni Uffici di Polizia al limite della decenza e personale di alcuni reparti distaccati utilizza autovetture che hanno già percorso oltre 400.000 km. Le così dette “auto blu”, invece, nonostante i proclami di tutti gli ultimi Governi, non hanno subito alcun taglio, come i “vitalizi” e le “buonuscite” dei politici. Il Siulp, pertanto, a tutela dei propri rappresentati e in difesa del diritto alla sicurezza dei cittadini di Cosenza e provincia, il 13 marzo 2014 terrà un sit-in di protesta, dalle ore 10 alle ore 13, in Piazza XI settembre davanti alla sede dell’Ufficio Territoriale del Governo. La sicurezza non è un costo ma un’opportunità di sviluppo”.

Data: 11 marzo 2014.

Fonte: SIULP – Segreteria Provinciale Cosenza.

 

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