Settanta anni fa l’eccidio delle ‘Fosse Ardeatine’. La città di Rogliano ricorda Donato Bendicenti

“Qui fummo trucidati vittime di un sacrificio orrendo. Dal nostro sacrificio sorga una Patria migliore e duratura pace fra i Popoli”

“IL SINDACO Giuseppe Gallo, il vice sindaco Giovanni Altomare, la Giunta e il Consiglio comunale di Rogliano ricordano le vittime delle ‘Fosse Ardeatine’ nel settantesimo anniversario dell’eccidio avvenuto per mano nazista. Tra le vittime il brillante avvocato di origini calabresi: Donato Bendicenti, martire per la libertà. Il 3 marzo 1944 Bendicenti fu prelevato dal suo appartamento romano di via Dei Gracchi e condotto nel carcere di Regina Coeli. Lungamente interrogato, torturato, ventuno giorni più tardi fu trucidato dalle truppe di occupazione tedesche come rappresaglia per l’attentato a via Rasella compiuto dal gruppo d’Azione Patriottica. Quel giorno di inizio marzo venne fermato nella stessa casa dove pochi minuti prima si era tenuta una riunione della Direzione del Partito Comunista e da li portato in via Tasso, quindi in carcere, prima di essere assassinato assieme ad altre 334 persone, civili e militari. Donato Bendicenti era nato a Rogliano il 18 ottobre 1907. Suo padre, Giacinto, farmacista e noto intellettuale, è stato l’unico esponente della loggia massonica Telesio a non aver aderito al fascismo. Trasferitosi a Roma per motivi di studio, il giovane Bendicenti si era laureato in Giurisprudenza e nella stessa Capitale, pur non abbandonando la terra d’origine, aveva deciso di restare per esercitarvi la professione di avvocato. Sempre a Roma aveva sposato Elisa Tedeschi e aderito al Partito Comunista di cui era diventato dirigente. Dopo l’8 settembre 1943 aveva partecipato alla Resistenza Romana, componente attivo della cosiddetta ‘Banda del Trionfale’. “Il sacrificio di Donato Bendicenti – scrive il professorLeonardo Falbo in Fascismo e antifascismo in Calabria – non fu il solo contributo che Rogliano diede alla Resistenza e alla guerra di Liberazione. Come già accennato, altri roglianesi facevano parte della Banda del Trionfale; né bisogna dimenticare quegli altri che, trovandosi al momento dell’armistizio inquadrati nell’Esercito Italiano dislocato in diversi paesi europei, diedero un importante contributo alla causa di liberazione del popolo italiano e degli altri popoli europei dalla barbarie nazifascista. La formazione partigiana che si costituì nella Capitale assumendo il nome di Banda del Trionfale, perché composta di abitanti di quel quartiere, era comandata da un roglianese, il colonnello Stanislao Gregorio Maria Vetere, e ne facevano parte anche i figli Walkiria e Walter, nonché Carmelina Rota, che da Rogliano aveva seguito a Roma la famiglia Vetere (…). Le Fosse Ardeatine sono uno dei simboli più forti e dolorosi della storia italiana contemporanea”.

Data: 23 marzo 2014.
Fonte: Comune di Rogliano (Cosenza).
Nella foto: la tomba di Donato Bendicenti al Sacrario delle ‘Fosse Ardeatine’ in Roma.
Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com