Caduti e martiri santostefanesi al centro della iniziativa ‘Vite per la Patria’. Falbo: “ricordare e perpetuare la Memoria”

“RICORDARE e perpetuare la Memoria rispetto ad un periodo nefasto per la storia della Nazione”. Lo ha detto il professor Leonardo Falbo (nella foto) nel corso della iniziativa ‘Vite per la Patria’ – promossa a Santo Stefano di Rogliano dall’Amministrazione del luogo e dal Centro Studi ‘Stefanos’. Falbo ha relazionato sul contributo dei calabresi nella guerra di Liberazione – “mille della provincia di Cosenza” – e sul significato di ‘Resistenza lunga’ e ‘Resistenza breve’ (28 ottobre 1922 – il 25 aprile 1945). Il responsabile della sezione didattica dell’ICSAIC ha raccontato episodi e citato alcuni protagonisti e martiri per la libertà tra i quali migliaia di meridionali: Paolo Cappello, Gennaro Sarcone, Cesare Curcio, Pietro Mancini, Fausto Gullo, Mario Martire e Domenico Rota. Inoltre, Donato Bendicenti e gli altri componenti della ‘Banda del Trionfale’ (tutti della Valle del Savuto) che operarono a Roma clandestinamente. Bendicenti morì alle Fosse Ardeatine, la sua abitazione di via dei Gracchi era stata scelta, ricordiamo, come sede di incontri del Partito Comunista. Tra gli altri, Falbo ha ricordato la figura di Teresa Gullace che ispirò il film ‘Roma città aperta’ di Roberto Rossellini, e le seimila vittime di Cefalonia. “Nella Resistenza si ritrovarono diverse matrici ideologiche. Una esperienza straordinaria sulla cui base fu stilata la Costituzione e costruito lo Stato democratico”. Un intervento interessante, quello del professore, che ha toccato il tema degli ebrei internati e più in generale la tragedia dello sterminio nazista. Eventi dolorosi che hanno messo a dura prova quanti li hanno subiti lasciando un segno indelebile nella storia dell’umanità. La manifestazione è proseguita con la presentazione del lavoro-ricerca ‘I combattenti di Santo Stefano nel secolo scorso’. Il responsabile del Centro Studi ‘Stefanos’ – Renzo Perri – ha nominato i circa duecento concittadini che durante i vari conflitti si sono trovati in prima linea sacrificando la propria vita in nome degli ideali. Un lungo elenco di nomi nel quale è incluso quello di Carmine Perri, classe 1924, deportato in Germania dopo l’8 settembre 1943, vivente (e presente in sala) del quale è stata narrata la vicenda di soldato e lavoratore che scelse di servire l’Italia sperimentando gravi dolori fisici e spirituali. La due giorni santostefanese, che ha segnato la presenza del sindaco Antonio Orrico e dell’assessore alla Cultura, Antonio Ungaro, ha previsto – tra le altre cose – una commemorazione dei Caduti, la scopertura di una lapide, la presentazione del lavoro-ricerca ‘I Caduti in Guerra di Santo Stefano’ – una Santa Messa, approfondimenti e proiezioni video su avvenimenti del periodo 1942-1944. Nel corso della stessa iniziativa ha funzionato un ufficio temporaneo di Poste Italiane per l’annullo filatelico e una mostra storica. Alla celebrazione hanno collaborato l’Archivio di Stato di Cosenza, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle province di Cosenza, Catanzaro e Crotone, la Biblioteca Nazionale di Cosenza, la Biblioteca Civica di Cosenza e il Centro Studi Postale Calabrese. La settimana precedente – nel corso del convegno ‘Vecchie e nuove resistenze’ – era stato ricordato il patriota e partigiano Eugenio Garofalo.

Gaspare Stumpo

Data: 11 aprile 2014.

Fonte: ‘Parola di Vita’

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