Né soldi, né contratti, i precari chiedono il rispetto degli impegni. A Rogliano stato di agitazione e disdette di tessere sindacali

I LAVORATORI inclusi nel bacino calabrese LsU/LpU (nella foto, durante l’ultima grande protesta di Reggio calabria) sono di nuovo sul piede di guerra. Agli interessati (o comunque ad una buona parte di loro) non sono bastate, infatti, le parole dell’assessore regionale al Lavoro, Nazareno Salerno, circa lo stanziamento degli emolumenti riconducibili alle ultime due mensilità per un totale di 6.188.254,94 euro. I precari protestano per il ritardo legato alla contrattualizzazione e il mancato pagamento delle somme di aprile, maggio 2014 e di quelle arretrate riferite all’anno 2013. A Rogliano, per esempio, gli interessati si sono riuniti in assemblea per fare il punto sulla vertenza e concordare eventuali azioni di protesta. Nello specifico, gli iscritti all’Unione Sindacale di Base (USB) hanno scelto di avviare lo stato di agitazione, quelli iscritti alla CGIL – invece – hanno comunicato che è loro intenzione disdire la tessera sindacale. Un clima non dei migliori che testimonia la forte fibrillazione presente all’interno della categoria per quello che, oltre al ritardo dei pagamenti, viene considerato “l’eccesso di tempo” connesso alla emanazione dei decreti attuativi e alla compilazione degli elenchi regionali come previsto nell’ultima Finanziaria di Governo e nella stessa legge regionale 1/2014. LsU ed LpU chiedono quindi il “rispetto degli impegni” e, per quanto riguarda i soldi – “chiarezza sugli stipendi pregressi e sulla copertura economica per i mesi a venire”. 

R. S.

Data: 21 maggio 2014.

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