Cosenza, incendio al campo Rom. la Caritas Diocesana ha attivato la macchina degli aiuti. Don Gabrieli: “trovare soluzioni condivise”

DISASTRO annunciato ma provvidenzialmente senza danni alle persone. Solo qualche ferito dopo il grosso incendio che ha devastato il campo Rom (nella foto) lungo il fiume (Crati, ndr). Duecentocinquanta senza più una lamiera sulla testa hanno dormito all’addiaccio ospitati da altri Rom o nelle auto. La macchina istituzionale fatica ad ingranare. E’ intervenuta la Caritas per sostenere i primi due giorni di emergenza. Mons. Nunnari in prima fila con i volontari per distribuire oltre 250 pasti caldi (tra pranzo e cena). L’appello della Chiesa a fare presto per una soluzione condivisa e dignitosa. Il Vescovo: “sono persone, sono nostri fratelli!”.

Dal settimanale ‘Parola di Vita’.

Come cristiani non possiamo darci pace

di Enzo GABRIELI *

Tanto tuonò che piovve! Un incendio ha devastato mezzo campo Rom. E’ andata bene, poteva essere una strage per velocità di propagazione delle fiamme e la situazione di completa insicurezza nella quale vivono. Non vogliamo dire che quanto accaduto era nell’aria. Non vogliamo dire nemmeno che le responsabilità stanno di qua o di là. E’ giunto il momento di agire, è giunto il momento di prendere coscienza di questa presenza, solo sbrigativamente additata da alcuni come “ingombrante”. Bisogna trovare insieme una soluzione condivisa, bisogna dialogare per capire come accoglierli, nella legalità, capire anche cosa vogliono davvero. Non basta leggere nei convegni ovattati appelli alla Primo Levi e poi non sporcarsi le mani. Questi sono uomini e donne, sono persone, con la loro dignità e la loro povera, poverissima storia. Sono fratelli, sono sorelle, sono bambini. Vorrei dire a tanti di andare a vedere, a guardarli negli occhi quei piccoli che scorrazzano, come i nostri bimbi, anche tra pericoli irresponsabilmente lasciati soli a crescere quasi in cattività. Ma come cristiani non possiamo dormire se ci sono situazioni incancrenite come queste. Non ci sono ricette o consigli ma come si fa a non correre come Samaritani? Come si fa a non alleviare almeno le ferite di queste persone? Il Signore ci chiederà conto di ogni fratello che ci siamo lasciati dietro le spalle. Sediamoci dunque per cercare una strada, per farci illuminare da Dio e dalla nostra intelligenza. Non è possibile che non ci sia uno sbocco. Vieni Spirito Santo, manda dal Cielo un raggio della tua luce!

*Direttore Responsabile.

Data: 06 giugno 2014.

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