Mons. Galantino: “Lotta alle mafie? La si vince con un nuovo stile di vita”. All’indomani della visita del Papa parla il vescovo di Cassano allo Jonio

«LA NOSTRA TERRA è stata toccata dalla grazia. Ma per essere conseguenti, e far in modo che le parole del Santo Padre non restino solo un’eco di cronaca o il ricordo di una giornata bella per quanto faticosa, occorre interiorizzarle e farne il cardine di un nuovo stile di vita». Monsignor Nunzio Galantino (nella foto), vescovo della diocesi di Cassano all’Jonio e segretario generale della Cei, commenta così la visita pastorale di Papa Francesco, che sabato scorso, dal palco allestito nella piana di Sibari, durante l’omelia pronunciata davanti a 250.000 persone accorse da tutto il Meridione, aveva detto forte e chiaro: «La Chiesa deve sempre più spendersi perché il bene possa prevalere. Ce lo chiedono i nostri ragazzi. Ce lo domandano i nostri giovani, bisognosi di speranza. Quelli che non sono in questa strada di bene, come i mafiosi, questi non sono in comunione con Dio, sono scomunicati».

Sottolinea adesso monsignor Galantino: «E’ stata una giornata meravigliosa. Le stime della vigilia sul numero dei pellegrini sono state polverizzate da un afflusso di fedeli pari al doppio di quanto previsto. Ciò ha messo a dura prova la macchina organizzativa che, se pur tra qualche inconveniente, ha comunque retto, consentendo di contenere i disagi e di vivere nel migliore dei modi possibile un così partecipato evento di fede e di preghiera, incorniciato nella splendida accoglienza riservata dal popolo di Cassano al Pontefice ed alle decine di migliaia di persone giunte da ogni dove». Prosegue il Pastore della Chiesa cassanese: «Alle parole del Santo Padre ed al suo invito “ad adorare Dio che è amore e che in Gesù Cristo ha dato se stesso” deve seguire l’impegno teso a creare le condizoni reali perché ai nostri giovani non sia più rubata la speranza. Con la sua visita dedicata agli ultimi, agli emarginati, ai sofferenti e con l’esortazione rivolta alla Chiesa perché frequenti sempre di più i crocicchi delle strade e si apra ai deboli ed agli esclusi, Papa Francesco ha tolto ogni alibi a noi, talvolta cristiani part time, ed ai professionisti del bene comune: si possono cambiare le cose solo se prima si cambia se stessi».

Aggiunge il Presule: «Perché tutto questo possa avverarsi, è indispensabile che l’esperienza religiosa non sia un dopolavoro, ma appartenga alla vita ed alla progettualità di ognuno di noi. Deve essere una parte di noi. Papa Francesco con coraggio ha indicato l’orizzonte al quale tendere: adesso lo stesso coraggio e lo stesso sacrificio sono richiesti ai sacerdoti, ai laici ed a quanti, specie in ambito istituzionale e politico, detengono le chiavi del futuro del Meridione. Ma il futuro si costruisce ora! Liberiamo lo spirito e le straordinarie energie, talvolta imprigionate, che caratterizzano la nostra terra».

Conclude monsignor Galantino: «La fede, quella vera, fortifica. E rende possibile anche ciò che sembrava impossibile. Ringrazio i giovani volontari dell’Infopoint ed i tecnici della diocesi, e con loro il clero diocesano, per essere spesi giorno e notte senza risparmio di energie per dar forma e sostanza, in meno di due mesi, a quello che sembrava un sogno: bravissimi! Ringrazio i confratelli vescovi per il sostegno assicuratomi e per l’impegno che prima di me e più di me hanno posto e pongono nel servire in maniera appassionata il nostro territorio. Ringrazio i fedeli, che col loro sostegno, morale e non solo, hanno reso possibile evitare che per l’occasione fossero spesi fondi pubblici, magari a discapito delle tante emergenze che affliggono la nostra Calabria. Ringrazio, in particolare, amministrazione comunale di Cassano per la fattiva collaborazione, e con essa tutte le istituzioni e le forze dell’ordine, come pure il mondo del volontariato, per aver contribuito in maniera determinante alla riuscita dell’evento: superando steccati e diffidenze, si è trovata la sintonia necessaria, nel rispetto delle reciproche competenze, per scrivere una pagina che, mi auguro, possa essere sfogliata e letta ogni qual volta ci sarà bisogno di ricordare che l’unità fa la forza e che la Calabria sa e può fare bene il bene».

Data: 25 giugno 2013.

Fonte: Diocesi di Cassano alla Jonio (Cosenza).

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