“Un cattivo esempio della vecchia e brutta politica calabrese”. E’ polemica dopo l’approvazione bipartisan della nuova legge sul precariato

PAGAMENTI arretrati, contratti annunciati e mai stipulati, elenchi regionali a rilento, accordi bipartisan sulla modifica alla legge regionale. Sono questi gli argomenti che potrebbero rendere ancora più calda l’estate dei precari del Bacino Lsu-Lpu e buttare benzina su un fuoco che sembrava spegnersi, sebbene lentamente, dopo l’approvazione dell’ultima Finanziaria di Governo ed anni di polemiche, indecisioni e provvedimenti inefficaci. La ratifica unanime da parte della massima assise calabrese di un emendamento che consente l’accesso dei lavoratori del cosiddetto fondo di reinserimento occupazionale nella legge regionale 2014 per la stabilizzazione degli Lsu-Lpu ed ex art. 7, ha riacceso polemiche e rischia di sfociare in una ennesima manifestazione davanti alla sede della Regione. E ciò, perché – secondo alcuni ambienti sindacali – tra le altre cose si vorrebbe cambiare lo status giuridico di alcune categorie di lavoratori per l’accesso a fondi statali destinati esclusivamente agli Lsu-Lpu. Per i momento solo la Cigl si è pronunciata ufficialmente sull’argomento facendo sapere, attraverso la Nidil, che l’approvazione dell’atto da parte del Consiglio regionale è “un cattivo esempio della vecchia e brutta politica calabrese”.

G. St.

Data: 30.06.2014.

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