Rogliano. Cristian Filice racconta la sua esperienza di ‘miracolato’ a Medjugorje. “La vita è un dono”

“LA VITA è bella, è un dono. Dobbiamo educarci a vivere rivolgendoci a Dio”. Cristian Filice, l’uomo di Piane Crati guarito inspiegabilmente a Medjugorje racconta la sua esperienza davanti a un pubblico che lo segue con grande attenzione e in silenzio. Dietro di lui scorrono le immagini della sofferenza: l’intervista rilasciata ad una Tv privata nei giorni della malattia, la Sla. Il 26 settembre 2013 è la data destinata a cambiare la sua vita. Quella vita che gli aveva girato improvvisamente le spalle “condannandolo a morte”. Immobile su una sedie a rotelle dal 2007, costretto a respirare e ad alimentarsi artificialmente, si trova a Medjugorje quando, dopo una serie di segni, si alza e sale sul monte delle apparizioni. Il pellegrinaggio più volte sognato in uno dei luoghi-simbolo della fede Mariana diventa un evento miracoloso: le immobili e fredde gambe, i sintomi di un male irreversibile scompaiono quasi all’improvviso. “La vita è un percorso. La malattia ci fa capire il senso dell’esistenza, la bellezza del Creato, l’importanza degli affetti. Ognuno di noi è un miracolato, basta fermarsi e riflettere. Avere fede e speranza, essere caritatevoli, pregare col cuore”. La testimonianza di Cristian è stata alla base del primo convegno (nella foto) della rassegna ‘La Calabria in movimento’ – che si è tenuto presso il museo cittadino alla presenza dell’assessore alla Cultura, Antonio Simarco, e della giornalista Rosalba Baldino che ne cura la direzione. Un avvenimento “tra fede e mistero” seguito con molto interesse dalla platea. “Ho affidato la documentazione clinica alla Diocesi di Cosenza, sono obbediente alla Chiesa ed anche per questi incontri chiedo sempre il permesso. Voglio dire che non ho fatto niente, Dio ha operato in me. Sono testimone di ciò che la preghiera è capace di operare. La malattia è stata un dono, mi ha consentito di scoprire quanto la vita fosse bella, quanto Dio sia generoso”. L’incartamento seguito alle diverse valutazioni di carattere sanitario sullo stato di salute dell’uomo sarà inviato presto in Vaticano. Cristian ha intenzione di seguire la strada del diaconato e dedicarsi agli ammalati. Intanto si scopre che la statua raffigurante la Vergine di Medjugorje che avrebbe pianto nei giorni scorsi a Piane Crati è stata voluta proprio da lui. “Ho chiesto scusa. Ero gravemente ammalato ed ho espresso il desiderio di sentire la vicinanza della Madonna. Quella statua è di tutti. La Chiesa, che è nostra guida, si pronuncerà. Noi continuiamo a pregare”. 

Gaspare Stumpo

Data: 12 agosto 2014.

Fonte: ‘Cronache del Garantista. Calabria’.

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