Cittadini irresponsabili. In aumento le discariche abusive, degrado in diverse aree del territorio della Valle del Savuto

L’ODORE è nauseabondo, il forte caldo estivo accentua i processi di decomposizione degli scarti organici abbandonati tra le sterpaglie assieme alla grossa quantità di materiali di risulta e di quelli ingombranti non differenziati. Anche lo spettacolo è indecoroso. E’ così in alcune zone della cintura roglianese e, più in generale, in molte aree del comprensorio, soprattutto in quelle rurali e fluviali. Un insieme di pattumiere all’aperto. In questo modo il Savuto paga il prezzo di comportamenti a volte esagerati della sua popolazione. Di gente irresponsabile che ha contribuito alla creazione di decine e decine di discariche abusive ricolme di spazzatura con situazioni di degrado e conseguente dispersione di sostanze pericolose nell’ambiente. Tra i luoghi-scempio più segnalati c’è l’immediata periferia marzese, ovvero, il ciglio strada dell’ex statale 19 ridotto ad un grosso immondezzaio (nella foto). Un posto pessimo nel quale non è difficile scorgere vecchi televisori, apparecchiature elettroniche, computer in disuso, lastre di amianto, utensili in plastica, pneumatici usurati, suppellettili rotti ed altre porcherie. Tutti oggetti che andrebbero stoccati in discariche controllate. Un contesto che provoca situazioni di rischio dal punto di vista igienico-sanitario, con conseguenze che potrebbero arrecare danni anche “irreversibili” alla salute del territorio e a quella dei cittadini. Rimane nella memoria collettiva il ritrovamento nel 2013 di dieci carcasse di maiali morti in avanzato stato di decomposizione in un canalone situato lungo la strada che da Rogliano conduce alla frazione Saliano, a pochi chilometri dal centro abitato. Una vicenda grave che destò scalpore e indignazione fra i residenti. L’abbandono di rifiuti in aperta campagna è diventato dunque una vera e propria piaga sociale dovuta alla mancanza di rispetto per la natura con situazioni di illegalità diffusa e problemi economici per gli enti locali costretti a costose bonifiche. Cosa fare? Urgono più controlli, momenti di sensibilizzazione dell’opinione pubblica ma anche strutture e progetti in grado di raccogliere e selezionale i rifiuti indifferenziati. Come l’isola ecologia pensata e realizzata in territorio di Belsito dall’ex Comunità montana del Savuto che, dopo gli intoppi burocratici degli anni scorsi, potrebbe entrate in funzione prima dell’autunno. La piattaforma, peraltro già collaudata, tornerà utile ai Comuni di Aiello Calabro, Altilia, Belsito, Grimaldi, Malito, Mangone, Marzi, Rogliano e Santo Stefano di Rogliano. “Un progetto innovativo – ha fatto sapere il sindaco di Belsito, Antonio Basile – destinato a migliorare la qualità del servizio nell’area del medio Savuto”.

Gaspare Stumpo

Data: 25 agosto 2014.

Fonte: ‘Cronache del Garantista. Calabria’.

Nella foto: cumuli di rifiuti nella discarica a cielo aperto in territorio di Marzi, in una zona non molto distante dal fiume Savuto.

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