Rogliano. Incontri sulla Calabria in Movimento, l’esperienza di Mimma Cacciatore, preside “in prima linea” nella scuola di San Luca

MIMMA Cacciatore è un’insegnante in prima linea. Ha ridato dignità ai suoi alunni, li ha fatti sentire importanti, ha donato tutta se stessa affinché potessero sentirsi protagonisti e non più emarginati. L’esperienza di questa preside del Sud dal carattere forte che ha affrontato con coraggio e fermezza le problematiche della scuola di San Luca, è stata al centro del terzo appuntamento della rassegna ‘Incontri sulla Calabria in movimento’ diretta da Rosalba Baldino. L’Italia è un Paese a legalità limitata, la ‘ndrangheta è una holding del crimine cresciuta a dismisura, capace di infiltrarsi nel mondo degli affari, di tessere rapporti con poteri occulti e di corrompere politici ed amministratori locali senza venir meno a precetti arcaici come il silenzio e il vincolo di sangue. Una realtà “da incubo” in cui la dirigente originaria di Vibo Valentia si è trovata catapultata in un giorno di fine estate. Una storia, la sua, nella quale le immagini danno senso ad un racconto incredibile dove anarchia, illegalità, paura e prepotenza sono parte di una cultura degradante nella quale i più giovani sono le vittime predestinate. “La ‘ndrangheta è pure negligenza di certe istituzioni chiamate a fare il proprio dovere. In questa esperienza – spiega la protagonista – mi hanno aiutato le forze dell’ordine e, soprattutto, le donne. La mia fortuna è stata quella di incontrare diverse realtà positive e fare rete con loro”. Tre anni di impegno supportato da una programmazione assidua, un percorso ad ostacoli culminato nell’incontro col Papa, insidie e solitudine di una professionista costretta a fare i conti non solo con la mentalità (e le regole) del luogo, ma anche con la precarietà delle strutture e la burocrazia dello Stato. Un posto di frontiera in Aspromonte “dove nessuno vede e nessuno sente”. “A San Luca non ho conosciuto la ‘ndrangheta con la coppola e la pistola ma – afferma la professoressa – l’inoperosità e l’insensibilità di chi occupa posti e posizioni di rilievo. Di chi non vuole cambiare le cose”. Ma per cambiare le cose c’è bisogno di agenzie educative, c’è bisogno di scuola e formazione: “resistere per rinascere. Cambiare in meglio la nostra terra attraverso le nuove generazioni”. Gli alunni del paese che dette i natali a Corrado Alvaro oggi fruiscono di un edificio con ambienti rinnovati ed attrezzati, seguono percorsi didattici multidisciplinari, praticano sport ed attività culturali, viaggiano per apprendere, il loro istituto è diventato un presidio contro il disagio sociale e l’incultura. Sono lontani, dunque, i tempi in cui i banchi e le sedie “volavano fuori dalle finestre” per finire in una sorta di cimitero dell’arredo scolastico. “Ho combattuto per educare questi ragazzi al bene. Da queste parti i bambini vivono esperienze dolorose. Il mio – evidenzia Mimma Cacciatore – è stato un viaggio verso la bellezza. La bellezza educa, le famiglie hanno capito che voglio bene ai loro figli perché in fondo abbiamo lo stesso obiettivo: guidarli, proteggerli, assicuragli un futuro che non sia la galera”. Alla iniziativa roglianese (nella foto) hanno partecipato (e sono intervenuti) il sindaco Giuseppe Gallo, il consigliere comunale Antonietta Russo e il presidente del Centro Studi ‘Nello Sicilia’ Carmelina Oliveti. Giancarlo Costabile (Unical), il primo docente in Italia che ha sperimentato il corso ‘Pedagogia della R-esistenza’ ha concluso i lavori. Assente, invece, per motivi istituzionali il procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, Nicola Gratteri.

Gaspare Stumpo

Data: 28 agosto 2014.

Fonte: ‘Cronache del Garantista. Calabria.

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