Zelesco (Italia del Meridione): “disattesi gli impegni sugli Lsu-Lpu calabresi. Inadempienze nascoste dalla burocrazia”

“E’ intollerabile il silenzio della Regione sulla situazione degli lsu-lpu in Calabria”. E’ quanto sostiene Giusy Zelesco, responsabile del dipartimento Politche contro la precarietà del movimento <L’Italia del Meridione>. “Cinquemila lavoratori attendono da mesi il saldo di mensilità pregresse relative al 2013 e nulla è dato sapere per le spettanze da agosto ad ottobre 2014. Come se non bastasse – fa sapere Zelesco –  i decreti per la contrattualizzazione, legati alla legge di stabilità 2013, sono ancora inattuati e non ci sono notizie che facciano ben sperare per il futuro. La cosa che stupisce è che gli emolumenti per il 2013 sono stati trasferiti da Roma alla Regione Calabria, la quale, per ragioni ancora oscure, non ha trovato il modo per saldare le mensilità pregresse dei lavoratori lsu-lpu. Non si capisce a questo punto quali siano le intenzioni della Regione Calabria che da troppo tempo nasconde le proprie inadempienze dietro i meandri della burocrazia”.

A giudizio di Giusy Zelesco “la visita del ministro Poletti nei giorni scorsi in Calabria, aveva alimentato un barlume di speranza per tutti i lavoratori, che però sono stati ancora una volta delusi da una classe politica che non si è dimostrata in grado di interpretare i bisogni e le necessità del mondo del precariato. Politici di destra e di sinistra sono stati solo capaci di aumentare sempre più il numero dei precari in Calabria. Qualora la Regione Calabria non dovesse intervenire sulla vicenda c’è da attendersi un altro autunno caldo di movimentazioni e scioperi”. “Oltretutto – conclude l’interessata – molti lavoratori stanno preparando una denuncia da presentare alla Commissione europea di Bruxelles, con la speranza che un intervento sovranazionale possa porre fine ad una vicenda vergognosa che impedisce da anni a cinquemila lavoratori, a cinquemila famiglie in Calabria, di programmare il proprio futuro”.

Data: 08 settembre 2014.

Fonte: L’Italia del Meridione.

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