Rogliano. Santa Barbara, a rischio anche l’attività del Laboratorio Analisi. Nuovo allarme per il presidio sanitario del Savuto

PER IL MOMENTO è solo una indiscrezione ma il rischio legato alla cessazione sembrerebbe reale. L’insieme di voci registrate in questi giorni pone l’accento infatti sulla volontà, da parte dell’Ao, di interrompere l’attività di Laboratorio Analisi (nella foto) del presidio ospedaliero ‘Santa Barbara’ di Rogliano. Se così fosse il provvedimento causerebbe lo spostamento di altro personale all’Annunziata con conseguente mantenimento del solo punto prelievo. Il nosocomio sarebbe destinato pertanto a non gestire il contesto laboratoriale e a limitare il numero degli accessi al servizio per via del trasferimento giornaliero delle provette. Ad oggi, riordiamo, l’attività afferente al Laboratorio Analisi del plesso roglianese è supportata dalla presenza di tre medici, cinque tecnici e due infermieri. Si tratta di un presidio importante per il territorio della Valle del Savuto anche per quanto concerne patologie serie che necessitano di tempi celeri sulla refertazione. Continua, dunque, il lento ma progressivo depauperamento della struttura di via Sturzo. Un processo che ha già portato alla chiusura del Pronto Soccorso, del reparto di Chirurgia Generale e al ridimensionamento di altri servizi con lo spostamento di un consistente numero di medici e infermieri. La situazione è frutto di un’azione ammnistrativa che alla implementazione di sinergie ha preferito, nel tempo, l’accentramento di luoghi e prestazioni. Il risultato è rappresentato da ospedali fantasma e ospedali che rischiano il collasso perché incapaci di sostenere la domanda di una utenza sparsa su un territorio ampio e geograficamente complesso. Una serie di scelte che in futuro potrebbero incidere sul resto delle attività del ‘Santa Barbara’. Come quella del Laboratorio Radiologico, che andrebbe supportata perché in grado di utilizzare macchinari di ultima generazione, del reparto di Medicina Generale o dello stesso Day Surgery che lavora a pieno regime con liste d’attesa sino al maggio 2016. Ma perché si preferisce dislocare risorse professionali e strumentali su Annunziata e Mariano Santo con il rischio di congestionarli? Perché non si tiene conto del ‘Santa Barbara’ per attività diagnostiche o interventi programmati non in emergenza? Chi è che vuole la riconversione di uno stabilimento sanitario il cui progetto di ampliamento ed ammodernamento, compreso la realizzazione di una eli-superficie e due sale operatorie, è costato milioni di euro? Come mai il mondo della politica non è stato il grado di definire soluzioni adeguate per dare senso agli investimenti sull’ospedale del Savuto facendo in modo che lo stesso potesse diventare una risorsa e non un spreco di denaro pubblico? Domande che attendono risposte che nessuno, almeno fin a questo momento, è risuscito ad ottenere. Nemmeno quando il sindaco di Marzi, Rodolfo Aiello, ha parlato di “pianificazione egoistica, prepotente e maldestra che ha prodotto disparità sociale e situazioni irrazionali”.

Gaspare Stumpo

Data: 14 settembre 2014

Fonte: ‘Cronache del Garantista. Calabria’.

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