Valle del Savuto. Mancano i progetti per la sistemazione della viabilità rurale, ne risente lo sviluppo del territorio

FRA i proprietari dei poderi regna ormai la rassegnazione. I più fortunati sono riusciti a trarre vantaggio dalla sistemazione di alcune stradine ad opera delle amministrazioni locali altri, invece, hanno abbandonato i terreni a causa della difficoltà dei collegamenti. Un problema, quello dell’accesso alle aree di campagna, reso ancora più problematico dal dissesto idrogeologico e dalla carenza di manutenzione. Un tempo, da queste parti, il trasporto era appannaggio dei muli. Risultava infatti difficile, con le merci, inerpicarsi, superare le forti pendenze e raggiungere i pianori a monte dei terrazzamenti (nella foto). Al resto, in parte, contribuiva il servizio delle Ferrovie della Calabria, attivo fino a qualche anno addietro sino alle stazioni di Parenti e Carpanzano. Oggi il contesto è mutato: il tratto della ferrata è chiuso, i sentieri sono ricolmi di erbacce e nessuna infrastruttura è stata messa a punto per venire incontro alle esigenze dei contadini. A differenza di quanto avvenuto sulle alture della Costa Viola, in provincia di Reggio Calabria, non è stata costruita nemmeno la monorotaia. Così, nel tempo, alla mancanza di progettualità si sono aggiunti i fenomeni di antropizzazione e l’aumento disastroso di certe specie di animali selvatici, soprattutto cinghiali. Un escalation di negatività che ha contribuito al deterioramento dello stato di salute del territorio, alla diminuzione dei prodotti di nicchia, quindi, al peggioramento delle condizioni di vita delle famiglie anche a causa dell’aumento dei costi di produzione. Nei mesi scorsi i proprietari degli appezzamenti situati nella zona ‘Timpone’ – ricadenti nei Comuni di Marzi e di Rogliano, avevano evidenziato lo stato di degrado in cui versa la strada delle ‘Antiche Vigne‘ – il tracciato utilizzato per raggiungere il fiume Savuto e le vicine zone coltivate a vigneto, uliveto e ad altre consociazioni ortofrutticole. In una lettera inviata ai sindaci dei due Comuni, il gruppo di cittadini  aveva chiesto attenzione per la viabilità rurale in modo da garantire più “sicurezza e fluidità” alla circolazione degli autoveicoli. Un appello sostenuto dal presidente della sezione roglianese di Coldiretti, Mario Ambrogio. Un appello caduto nel vuoto. Eppure si è sempre parlato del Savuto come un comprensorio da valorizzare puntando sulle sue vocazioni naturali: ambiente, arte e tradizioni. Itinerari storici ed eno-gastronomici, attività agro-pastorali, sport d’acqua, trekking ed agriturismo, un lungo elenco di settori su cui fare leva per rilanciare lo sviluppo partendo da una posizione geografica vantaggiosa per paesaggio e caratteristiche microclimatiche. A questo come alla tutela dei versanti vitati doveva servire l’istituzione del Parco Fluviale e l’elargizione di fondi legati a progetti mirati. L’argomento continuerà a far parte dell’agenda politica a partire dalla prossima campagna elettorale. Ci sarà spazio per nuove promesse e vecchia retorica. Con buona pace di chi continua a dannarsi per recuperare un pezzo di storia e di economia.

Gaspare Stumpo

Data: 18 settembre 2014.

Fonte: ‘Cronache del Garantista. Calabria.’

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