Valle del Savuto, riprendono le attività del corso di guida turistica promossa dal Gal. Quindici i giovani impegnati

DOPO la pausa estiva, riparte con le visite guidate sul territorio il Corso di “Guida turistica” promosso dal Gruppo Azione Locale Savuto. La presidente Lucia Nicoletti, ha dichiarato che “ il percorso istruttivo del progetto, ha lo scopo di formare operatori capaci di qualificare, organizzare e fornire servizi di promozione dell’offerta turistica rurale nelle aree del GAL Savuto, nonché servizi di assistenza, accompagnamento e guida dei turisti.” Quindici i ragazzi che frequentano il Corso e che nei giorni scorsi si sono recati nel Comune di Panettieri per prendere nota del “Museo del pane” (realizzato nel 2006) e visitare anche l’Abbazia Santa Maria di Corazzo (Carlopoli). Due visite significative e interessanti sia sotto l’aspetto culturale che folcloristico. Una uscita didattica per i giovani corsisti per ammirare e scoprire “l’arte”, il lavoro artigianale della panificazione e conoscere la storia dell’Abbazia, imponente gioiello dell’architettura cistercense. La tradizionale panificazione di Panettieri è stata illustrata da una giovane ragazza in rappresentanza dell’amministrazione comunale e portato il saluto del sindaco Salvatore Parrotta. Il Museo si sviluppa su due piani. Il piano terra, diviso in due ambienti: uno per il forno e l’altro dove avviene la lavorazione con tutta l’attrezzatura necessaria (majille, tavole, cesti, pale di legno ecc.). Il piano superiore era destinato all’alloggio della famiglia del fornaio. Un museo che vuole essere collant tra passato e presente. La visita all’Abbazia circestense è stata entusiasmante al punto che le parole della guida, Antonio Mangiafave (nella foto), presidente dell’Associazione San Pietro e Paolo e coordinatore del progetto “Gedeone” che per l’occasione ha indossato il “gialsaio” (abito dei monaci) ha trasportato i corsisti in una atmosfera mistica e religiosa del monachesimo medievale. L’Abbazia Santa Maria di Corazzo, ha raccontato Mangiafave, è stata fondata dai benedettini nel XI secolo vicino il fiume Corace, ricostruita poi dai cistercensi nel XII secolo. Il 27 marzo 1638, un forte terremoto danneggia l’Abbazia e il successivo nel 1783 ne compromesse seriamente l’esistenza al punto che il monastero venne via via abbandonato e spogliato delle sue opere artistiche, oggi presenti in diverse chiese del territorio del Reventino e Savuto. La storia dell’Abbazia, ha concluso Mangiafave, si incrocia con quella di Gioacchino da Fiore, che qui indossò l’abito monacale, divenendone abate e in questo luogo scrisse le sue opere principali.

Pasquale Taverna

Data: 29 settembre 2014.

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