Ammortizzatori sociali e precariato, protesta anche il Savuto. In piazza per rivendicare il diritto al lavoro

“PER TROPPI anni abbiamo atteso una risposta positiva, per troppi anni i responsabili e politici di turno ci hanno preso in giro promettendo un ricollocamento lavorativo, per troppi anni siamo andati a votare ad elezioni amministrative, regionali e politiche, sperando in una soluzione, per troppi anni abbiamo visto colleghi sfrattati come bestie dalla loro umile ma dignitosa casa per trovare rifugio da parenti e amici”. I lavoratori della Mobilità in deroga del Savuto (nella foto) sono di nuovo sul piede di guerra. Il coordinamento che rappresenta una buona parte degli ex cassintegrati della Vallata ha partecipato, nelle scorse ore, alla giornata di mobilitazione indetta da Cgil, Cisl e Uil. I percettori di ammortizzatori sociali hanno preso parte alla manifestazione di Cosenza esprimendo rabbia “per una condizione – hanno detto – che non ci consente di vivere tranquillamente e con dignità”. La maggior parte di loro proviene da esperienze culminate in anni di lotte a sostegno dell’occupazione: Polti Sud, Dne, Microfisba sono solo alcune delle vertenze che hanno coinvolto il territorio in tempi non più recenti. Ma ci sono anche quelli di altre aziende che hanno chiuso i battenti o subito un serio ridimensionamento. La preoccupazione di questa gente è dettata da motivazioni serie: problemi impellenti, contesti non più procrastinabili come i soldi per la spesa, quelli per il mutuo o per le bollette, per le esigenze quotidiane, minime, soprattutto quelle dei figli. “Non crediamo più nella politica. Mancano fondi e non esiste un progetto serio sulle politiche attive per il lavoro”. Le spettanze pregresse e la ricollocazione occupazionale restano al centro, infatti, delle rivendicazioni sindacali e delle contestazioni dei lavoratori. Le condizioni di estrema difficoltà economica e sociale acuita dal lungo periodo di crisi continuano a pesare, purtroppo, sul futuro di centinaia di famiglie residenti nelle Comunità del Savuto. I più fortunati, non molti per la verità, hanno sfruttato o riconvertito le proprie competenze professionali emigrando al nord o all’estero. Una buona parte è tuttavia rimasta nei paesi di origine cercando di arrabattarsi, gestendo il sussidio e i proventi di piccoli impieghi saltuari. Una situazione di assoluta precarietà che rischia di diventare una bomba ad orologeria come più volte testimoniato anche da sindaci ed amministratori locali.

Gaspare Stumpo

Data: 02 ottobre 2014.

 

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com