“Giustizia e legalità”. Dibattito di grande spessore culturale al Rotary Club Valle del Savuto. Presenti gli avvocati D’Ippolito e Frugiuele

SERATA di grande spessore culturale nella sede del Rotary Club di Rogliano Valle del Savuto sul tema “Giustizia e legalità”. Attività legislativa, legalità al tempo di facebook e giustizia. Di questo hanno parlato Salvatore Magarò, Consigliere regionale e gli avvocati Anita Frugiuele e Ernesto D’Ippolito. L’iniziativa inserita nelle attività proposte dal presidente del Rotary Antonio Ciacco, volte a sensibilizzare la società civile su argomentazioni sempre più attuali ha catturato per circa tre ore l’interesse della numerosa platea. Per Magarò, presidente della Commissione antimafia regionale “è compito della Stato sconfiggere la mafia che condiziona la vita sociale. Aggiunge, che non bastano solo sentenze e manette, ma riferimenti e comportamenti ineccepibili come Don Ciotti. La disoccupazione giovanile favorisce l’avvicinamento alla ‘ndrangheta e la politica in più occasione convive con certi settori mafiosi. I progetti finanziati dalla Regione, a dire di Magarò, hanno finanziato le clientele e non lo sviluppo del paese”. In aiuto alla lotta all’illegalità secondo Magarò può venire dalla Scuola, dalla Chiesa, legislazione e stare a fianco dei parenti delle vittime di mafia. L’avvocato Frugiuele ha affrontato il tema “L’arte della giustizia al tempo di facebook” dimostrando che usando anche fecebook e social network si può incorre in sanzioni penali senza volerlo. “Basta l’invio di una e-mail, condividere, cliccare su mi piace, un commento- ha spiegato la Frugiuele- che può sembrare banale o naturale per essere denunciati per diffamazione o ingiuria”. Per far comprendere meglio il “pericolo” Facebook l’avvocato ha raccontato alcuni casi realmente accaduti. Per D’Ippolito, un plauso al Rotary di Rogliano per l’impegno e l’attività proposte alla riflessione. Il penalista ha parlato come un rotariano deve affrontare e svolgere il ruolo inerente la giustizia. Da Catone a Platone a Dante, la magistrale legione di D’Ippolito ha colto nel segno. E afferma che la Calabria e la Puglia, sono due regioni con il primato dell’illegalità. In Calabria l’illegalità è divisa in settori, lottata da magistrati con mezzi finanziari e strumenti limitati e professionisti onesti. Il penalista lamenta che una società civile torpida ha enorme responsabilità perché si volta dall’altra parte. Evidenza, comportamenti ed affermazioni contrastanti fra molti personaggi dello Stato nel parlare di legalità e cita il Corso truffa sulla legalità. L’etica, la morale, i principi, secondo D’Ippolito, sono concetti astratti in una società largamente contaminata dall’illegalità. In una Calabria di “ignavi ed avidi”, ricorda Antonio Guarasci, primo presidente della Giunta Calabrese e cita il Centro studi “Lazzati” unici veri riferimenti di una Calabria mortificata e martoriata. Numerosi gli interventi della platea che hanno trovato disponibilità e generosità da parte dei relatori.

Pasquale Taverna

Data: 10 novembre 2014.

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