Il Comitato Difesa del territorio di Donnici: “la popolazione e la difesa dell’ecosistema al centro dei programmi della politica”

“Il Comitato Difesa del territorio di Donnici, alla luce degli ultimi disastri idrogeologici verificatisi in molte parti d’Italia, dovuto non solo a cause naturali ma anche, e soprattutto, all’incuria e alla mancata tutela ambientale, ribadisce, con forza le proprie posizioni.

Siamo convinti che occorra, in primis, modificare radicalmente il rapporto tra uomo e territorio in modo da non imporre gerarchie e riscoprire, invece, quegli equilibri naturali dove ogni elemento è indispensabile alla vita. L’esempio di quanto accaduto a Carrara, Genova, Messina, Parma, dimostra chiare responsabilità politiche, di sistema e amministrative. Nella nostra regione questo triste panorama si acuisce sempre di più, a dimostrare che la nostra piccola battaglia ha grandi ragioni. Basta pensare a quanto ancora prevede di realizzare il Comune di Cosenza che, in un’area nella quale si sono verificate, nel corso del tempo, numerose alluvioni (con ingenti danni documentati) insiste nel voler costruire, a ridosso di un fiume, un centro di raccolta dei rifiuti che servirà un vasto bacino di utenze, eppure nel 2011 l’allora “assessore alla Protezione Civile, Damiano Covello che, coadiuvato dal dirigente di settore Rino Bartucci e dal responsabile del servizio geometra Leonetti sta monitorando la situazione. le zone più colpite dagli smottamenti sono sempre quelle a sud della città: Donnici, Albicello, contradada Badessa” (www.approdonewsit del 1.3.2011). Sottolineiamo, ancora una volta, la pericolosità di quest’opera che sorgerebbe in un’area di alto interesse agricolo (con vigneti DOC e frutteti DOP) e non farebbe altro che sustanziare una gestione dei rifiuti che, invece di decentrare, preferisce stoccare i rifiuti di Cosenza nel cuore produttivo di Donnici, con evidenti ricadute negative su tutta l’economia della frazione. Riteniamo che simili situazioni siano riconducibili alla pochezza progettuale di politici ed amministratori che non si curano del bene comune ma avallano solo peculiari interessi di parte, nonché ad una inadeguatezza culturale di fondo. La politica dei rifiuti, spesso, viene gestita non secondo una programmazione ispirata alla prevenzione, ma con interventi in emergenza non risolutivi che determinano una gestione inefficace. Tutto questo a fronte di un elevatissimo costo dell’intero ciclo dei rifiuti. Ci chiediamo: il CRC di Albicello con la sua dislocazione è lo strumento risolutivo e innovativo? Si è avanzato un progetto senza considerare quanto accadrà nell’area e nessuno ha inteso, realmente, coinvolgere la popolazione nelle scelte che riguardano la propria vita.

In occasione delle elezioni regionali non vogliamo rimanere ad ascoltare le vane promesse elettorali. È il momento di riaffermare, con forza, che a parlare dovranno essere i fatti, ossia una democrazia realmente partecipata che ponga al centro dell’interesse la popolazione, quindi l’ecosistema. L’epoca delle deleghe in bianco per noi è conclusa”.

Data: 10 novembre 2014.

Fonte: Comitato Difesa del Territorio Donnici.

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