Mariangela Sicilia, è cosentina la voce emergente della lirica italiana *

 di Gaspare Stumpo  *

MARIANGELA Sicilia (nella foto), giovane soprano originaria del Savuto (i genitori sono del comprensorio Rogliano-Marzi), ha conquistato il terzo posto ad ‘Operalia’ il concorso ideato dal grande tenore Placido Domingo che si è svolto di recente a Los Angeles. Un risultato straordinario che ha premiato il talento dell’artista nativa di Cosenza ma bolognese d’adozione. Oggi, infatti, Mariangela Sicilia è una delle voci più belle della lirica italiana. Il settimanale ‘Parola di Vita’ le ha rivolto alcune domande.

– Chi è Mariangela Sicilia?

Sostanzialmente la stessa persona che sono sempre stata.

– L’arte del canto e l’impegno nel mondo della lirica sono frutto di un desiderio innato o la naturale conseguenza di un percorso avviato sin da giovanissima e perfezionato nel tempo?

La musica è nata con me, non ricordo un momento preciso in cui ho deciso che avrei fatto la cantante, sicuramente un desiderio innato. Non vengo da una famiglia di musicisti ma quasi tutti in famiglia amano la musica. Da piccola non sapevo neanche cosa fosse un cantante lirico, mi piaceva la musica leggera, quella che ascoltavo di pomeriggio con la mamma alla radio. A volte ascoltavo i dischi in vinile del nonno che avevo in casa, c’erano classiche tarantelle e musiche da ballo liscio ma anche i brani d’opera più celebri come il Va pensiero e Oh signore dal tetto natio. Già a due anni cantavo tutto il giorno, poi ho iniziato a studiare pianoforte al conservatorio e man mano ho preso coscienza che la mia strada sarebbe stata quella.

– Cosa ti ha spinto a lasciare la Calabria e cosa porti con te dal Sud?

Sono andata via in cerca di qualcosa in più. Volevo studiare, migliorarmi. Sentivo che avevo bisogno di vedere il mondo. La nostra terra è distante, sono scomodi gli spostamenti oltre ad essere molto dispendiosi. Avevo bisogno di vivere in una zona più servita. Bologna è una città comoda, è tutto a portata di mano. Ma non dimentico le mie origini. Del Sud porto il sole, il sorriso, la determinazione e anche la caparbietà. Soprattutto i sentimenti, che sono più intensi e vissuti a pieno. Noi del Sud siamo più sanguigni.

– Cosa ti attrae di più oggi del settore della Lirica. Qual e l’ aspetto più affascinante.

Quei minuti che precedono l’inizio dello spettacolo: l’orchestra accorda, le chiamate che per tre volte avvisano che sta per iniziare lo spettacolo, la gente che prende posto e le luci si abbassano. Il silenzio prima di sentire gli orchestrali battere i piedi sul legno della buca: sta per arrivare il direttore d’orchestra; un applauso di saluto e di nuovo silenzio. La bacchetta che attende in aria ed è magia: inizia una vita. Il sipario si apre e si entra in una storia. Questo è l’aspetto affascinante del teatro, quello di oggi e quello di sempre. Essere per qualche ora in un altra dimensione, vivere la vita di qualcun’altro. Come essere dentro a un film. Credo che almeno una volta nella vita bisognerebbe provarlo.

– Come deve comportarsi un giovane che intenda impegnarsi in questo settore?

Mai scoraggiarsi perché un talento, se c’è, prima o poi verrà riconosciuto. Ma va coltivato e non può essere lasciato al caso. Quindi ci vuole tanto impegno, studio, coraggio, determinazione, caparbietà. Bisogna essere molto obiettivi con se stessi, dare sempre il meglio e non accontentarsi mai. Non si può convincere gli altri se per primi non si crede in se stessi. Guardare gli altri solo per trarne il meglio, prendere il buon esempio, lasciare da parte le negatività, essere felici per qualsiasi risultato ottenuto, anche piccolo purché ottenuto con i propri mezzi, e non pensare mai di essere arrivati alla cima. Anche in età avanzata non si finisce mai di imparare e di migliorarsi. Ci sarà sempre un nuovo gradino da scoprire.

– Come può definirsi la carriera di Mariangela Sicilia?

Senz’altro un percorso che si sta delineando. Tante conferme ma anche tanti progetti futuri a breve e lungo termine.

– Qual è stato l’incontro più esaltante?

Uscire da teatro ed essere riconosciuti dalla folla che attende per chiederti l’autografo ma soprattutto ricordo di un signore che all’uscita dal teatro con gli occhi lucidi mi dice: grazie per le emozioni che mi ha fatto provare. E’ questa la bellezza del mio lavoro: dare emozioni agli altri, parlare al cuore.

– Come nasce la partecipazione ad Operalia?

Operalia è il concorso per giovani cantanti lirici più importante al mondo. Giovani, si, ma preparati e con esperienza. Tutti i partecipanti infatti hanno già una carriera avviata. Operalia è un trampolino di lancio. Chi vi partecipa vuole fare il salto; ho pensato che era giunto il momento di provarci e l’ho fatto.

– Qual è il sogno di Mariangela?

Non c’è un sogno preciso: ogni volta che uno si avvera, uno nuovo nasce.

– Quali sono le prossime tappe artistiche? E’ vero che si parla anche di un tour in Cina?

Il 9 novembre sarò a Pechino insieme al maestro Placido Domingo che mi ha invitata come vincitrice di Operalia a partecipare ad un concerto insieme a lui. Poi volerò a Parigi dove sarò impegnata per la Bohème di Puccini all’Opéra Bastille. A Febbraio sarò impegnata al teatro Massimo di Palermo per la produzione di Orfeo ed Euridice di Gluck.

* Direttore Responsabile www.savutoweb.it 

Data: 01 dicembre 2014. L’intervista è stata realizzata e pubblicata nelle settimane scorse.

Fonte: ‘Parola di Vita’.

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