Cinque servizi del ‘Mariano Santo’ passano al ‘Santa Barbara’. Gallo: “il nostro ospedale è una risorsa”

Garanatista di oggitsPOTREBBE completarsi in poco meno di due settimane il trasferimento, ormai certo, di alcune unità operative dal presidio ospedaliero ‘Mariano Santo’ di Cosenza al ‘Santa Barbara’ di Rogliano. La decisione si è resa necessaria in seguito all’intervento di restyling del nosocomio bruzio che ad oggi, ricordiamo, rende incompatibile la presenza dei degenti con gli interventi di ristrutturazione del vecchio stabile sanitario. Un contesto che già nell’ottobre 2014 aveva portato alla chiusura del servizio Dialisi e allo spostamento di una ventina di pazienti nell’equivalente reparto del Savuto. Il provvedimento deliberato dai vertici dell’Azienda ospedaliera è conseguenziale al sopralluogo tecnico che ha confermato, evidentemente, la compatibilità della struttura ospedaliera roglianese con le specialistiche presenti all’interno del ‘Mariano Santo’. Una scelta che legittima quanto più volte sostenuto da istituzioni e rappresentanti delle forze sociali in rapporto all’investimento milionario legato all’operazione di adeguamento e ampliamento dell’esistente che negli Anni Novanta ha interessato il plesso di via Sturzo. L’indiscrezione ha trovato conferma incontrollato che si è tenuto nella mattinata di ieri a Cosenza tra il sindaco di Rogliano, Giuseppe Gallo, il vice sindaco Giovanni Altomare e il direttore generale dell’Ao, William Auteri. Nel ‘Santa Barbara’ verranno allocati Pneumologia, Terapia del dolore, Broncoscopia, Allergologia e Fisiopatologia respiratoria per un totale di 28 posti letto. Per il sindaco Gallo si tratta “dell’ennesimo esempio di come il Santa Barbara costituisca una risorsa per l’intera Azienda ospedaliera di Cosenza e che la stessa struttura, tra le più sicure della provincia, deve essere utilizzata appieno delle sue capacità ricettive in un’ottica di integrazione con l’Annunziata”.

Gaspare Stumpo

Data: 03 marzo 2015.

Fonte: ‘Cronache del Garantista. Calabria’.

Nella foto: una pagina del Garantista, giornale molto attivo in questi giorni sulla vicenda.

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