Rogliano, presentato l’ultimo libro di Manuela Bevacqua. Iniziativa a cura del Rotary Club Valle del Savuto

RotaryCOSCIENTE del ruolo apolitico del Rotary, Antonio Ciacco presidente del Club Rogliano Valle del Savuto, forte del “credo” di Paul Harris “non affrontare nelle riunioni rotariane temi religiosi e politici per non compromettere il clima di amicizia tra i soci” ma, interessarsi al “benessere generale della comunità, della nazione e del mondo …” ha promosso la riflessione intorno a un tema di forte impatto istituzionale e sociale. “Partiti … e mai tornati. La crisi della democrazia italiana nella (finta) caduta della prima Repubblica” di Manuela Bevacqua, edizioni Periferia. Questo il titolo del libro che si è prestato al dibattito svoltosi presso la Sala consiliare del Comune di Rogliano. Una folta platea e una nutrita presenza di sindaci e rappresentanti delle associazioni dei Comuni del Savuto ha fatto da cornice all’evento. Nell’introdurre i lavori, il presidente Ciacco ha detto “il nostro impegno è quello di esercitare un dovere e espletare un servizio utile per gli altri, senza dover pensare di dover conquistare un potere”. “Un tema – aggiunge il presidente – quanto mai cruciale e strategico che rientra tra le sfide alle quali è chiamata tutta la filiera istituzionale. Il nostro obiettivo di rotariani, è quello di fornire stimoli ai decisori agli amministratori e ai funzionari pubblici per comprendere l’importanza strategica della partecipazione”. “Questo convegno – ha concluso Ciacco – è la tappa di un percorso <di analisi e di riflessione> che si è sviluppato in questi mesi all’interno del Club, con l’obiettivo di fondo di dare spessore al confronto e individuare nuove forme per il protagonismo dei cittadini”. Dopo i saluti e i flash di Giuseppe Gallo, sindaco di Rogliano, presente l’autrice cosentina, sono intervenuti Ottavio Cavalcanti, antropologo e Antonio Sergi, giornalista. Le conclusioni sono state tratte del PG Francesco Verre. La giornalista Livia Blasi ha coordinato i lavori. Un appuntamento culturale ideale, per parlare e riflettere di politica e delle sue contraddizioni. Il libro, lo si può suddividere in tre parti. La prima, dedicata al cittadino e al valore della carta costituzionale (valore del voto, il suo peso in democrazia e la sua garanzia). La seconda parte incentrata sulle nuove forme comunicative della politica e dei partiti. La terza parte riguarda la composizione, storia ed evoluzione dei partiti e delle coalizioni che si sono alternate in questi ultimi 24 anni in Italia. Interessante l’accenno di analisi della giornalista Blasi, che ha aperto la discussione. L’antropologo Cavalcanti ha sostenuto che viviamo in un mondo dove mancano “ideali e si privilegiano concetti vuoti” e in TV siamo sommersi da “urla e spettacolarizzazione della politica”. Il libro, per il docente universitario “contiene temi politici inediti, snello nella lettura, ma sostanzioso nei contenuti che cattura il lettore. Un testo di <storia immediata> – continua – un lavoro arduo, nel quale c’è sociologia politica, antropologia, diritto <un pilastro della conoscenza> che arricchisce e fa riflettere. Per Cavalcanti nella sfera politica emerge una “plateale incompetenza”. L’antropologo, a ragione non manca di citare Calamandrei, Sartori, Platone ecc. La mancanza dell’insegnamento di educazione civica e etica morale ha sfornato una società “superficiale e gretta” che pretende i diretti e dimentica i doveri. Le crisi, sostiene Cavalcanti, per quanto negative a volte sono importanti per far riflettere e capire. Anche Sergi ha apprezzato il libro “antologia” ed esaltato il contenuto e la comunicazione dell’autrice. La politica per Sergi, ha la responsabilità di “aver tradito la nuova generazione”. Infine gli interventi dei sindaci hanno evidenziato le numerose contraddizioni della politica e dei partiti.

Pasquale Taverna

Data: 05 marzo 2015.

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