Cosenza, presentato il libro di Michele Chiodo ‘Patrioti, liberali e ribelli in Calabria’. Nel testo i grandi eventi del Risorgimento nel Mezzogiorno

da sx Costabile, Bozzo, De Giacomo, Chiodo, ,Lincol, Taverna e Marcianò,DELLA STORIA dell’Unità d’Italia raccontata da Michele Chiodo nel suo libro “Patrioti, liberali e ribelli in Calabria: Ferdinando Bianchi, Luigi Accattatis e Pietro Bianco e il contributo del Mezzogiorno al Risorgimento nazionale (1799-1860)”, Calabria letteraria editrice, presso la Confindustria ne hanno discusso: Carlo de Giacomo, presidente “Italia Nostra”, Pierfrancesco Lincol, Enrico Marchianò, Pasquale Taverna, Mario Bozzo, presidente fondazione Carical, Arcangelo Badolati, giornalista e Giancarlo Costabile Unical. I lavori sono stati coordinati dal giornalista Sergio Tursi Prato. Un’epoca quella del Risorgimento (1848-1860) che ha visto protagonisti uomini e donne di ogni età e ceto sociale, morti sui campi di battaglia impugnando il tricolore in nome dell’Italia unita e della Libertà. La ricerca di Chiodo scandaglia tutti gli eventi che hanno caratterizzato l’epopea risorgimentale nell’intera Calabria e nel Regno meridionale a partire dai movimenti che prepararono la Rivoluzione napoletana del 1799 ai moti del ’20-’21 e gli anni ’30, a quella di Cosenza del 15 marzo 1844, breve ma intensa, tanto da attirare in Calabria i fratelli Bandiera, e quella del 1848. Ampio spazio è dedicato anche al decennio preunitario (1849-1859), caratterizzato dai processi ai patrioti per i moti rivoluzionari come la spedizione di Pisacane, prologo della spedizione dei Mille. Non c’è evento, anche tra quelli solitamente ritenuti minori, che non venga scandagliato in questo volume. Unanime il giudizio degli intervenuti nel dibattito per definire il testo “interessante, ricco di documenti inediti, occasione per riflettere sulla storia del tempo e che da luce a personaggi calabresi, cosentini morti in nome della patria e della libertà”. Taverna, assessore alla cultura di Bianchi nell’Amministrazione Villella sottolinea, che il pregevole lavoro esprimere la più sincera gratitudine di tutta la comunità alle gesta di Ferdinando Bianchi, esempio di forza morale, spirito di sacrificio e abnegazione nella causa dell’Unità d’Italia. Per Bozzo, il libro è “poderoso, occasione per assaporare quegli ideali, valori di tanti patrioti cosentini. I pregiudizi e le microstorie servono oggi più che mai a rivedere la grande storia della Calabria disseminata da luci e ombre”. Badolati “pagine di coraggio culturale che restituisce alla storia molti personaggi poco conosciuti, i cui valori hanno reso onore alla nostra terra”. Accenna poi, alla necessità di rivedere il ruolo del brigantaggio e conclude “lo spirito che ha animato quei personaggi è difficile trovarlo oggi”. Un’analisi ad ampio raggio, quella del professore Costabile, che mette a confronto vari aspetti e giudizi sul Risorgimento le cui luci e ombre, sono stati snocciolati nel rispetto delle posizioni altrui. Il libro per Costabile è di valore metodologico, non solo ricerca, affascinante, interessante. Lamenta l’assenza della ricerca nell’università e pone l’accento sulla politica odierna che mette in discussione quel Risorgimento che ha realizzato l’Unità d’Italia.

Pasquale Taverna

Data: 27 aprile 2015.

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