Rogliano, effige della Vergine collocata in un reparto dell’ospedale. ‘Segno’ voluto dall’arcidiocesi di Cosenza

Rogliano, statua Madonna di Fatima nosocomiotsNEL GIORNO in cui ricorre l’anniversario dell’apparizione della Madonna di Fatima la Comunità dei fedeli ha preso parte alla iniziativa che nella tarda mattinata di ieri ha portato alla collocazione di una statua della Vergine in uno spazio del reparto Chirurgia del presidio ospedaliero ‘Santa Barbara’ di Rogliano. Un gesto voluto dall’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano che lo ha inserito nel programma del ‘Festival della Comunicazione’ in corso di svolgimento nella Città dei Bruzi (ne giorni scorsi, ndr). Proveniente dal posto in cui il 13 maggio 1917 la “bella Signora” apparve a Lucia, Francisco e Jacinta, l’effige è stata portata nella cappella dell’ospedale dove i sacerdoti don Santo Borrelli e don Enzo Gabrieli (nella foto) hanno celebrato una Santa Messa. Alla cerimonia hanno partecipato tra gli altri il sindaco Giuseppe Gallo, il suo vice, Giovanni Altomare, la responsabile nazionale delle Paoline, suor Cristina Beffa, i rappresentanti dell’arma dei Carabinieri, della Protezione civile regionale e dei Vigili urbani, le suore Canossiane e i dipendenti del nosocomio che hanno contribuito all’evento. “Dobbiamo recuperare un modello di Sanità che abbiamo dimenticato ponendo al centro dell’interesse la persona e non il profitto. Più che azienda – ha spiegato infatti don Santo Borrelli – dovremmo chiamarla comunità ospedaliera. Un insieme di sinergie in cui la priorità è rappresentata dalla persona”. Ai presenti, nell’occasione, è stato esteso il saluto dell’arcivescovo Salvatore Nunnari, prossimo a lasciare la Diocesi. Il ‘Festival della Comunicazione’ – il cui titolo è ‘Comunicare la famiglia’ – è stato promosso da Paolini e Paoline in collaborazione con la diocesi cosentina in occasione, ricordiamo, dei novanta anni di attività del settimanale ‘Parola di Vita’. “La prima vera forma di comunicazione è la liturgia. La preghiera – ha detto don Enzo Gabrieli – ci mette in comunicazione con Dio e in comunione tra di noi. Quello di oggi – ha spiegato il sacerdote – è un piccolo segno in un luogo di cura e sofferenza. Un luogo dove tante volte le famiglie si ritrovano ad essere sole”.

Gaspare Stumpo

Data: 20 maggio 2015.

Fonte: ‘Cronache del Garantista. Calabria’.

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