Brosio: “avevo perso il lume della ragione, la preghiera mi ha salvato” *

Paolo BRosio a Rogliano ts

* di Cinzia BARONE

ABBIAMO incontrato Paolo Brosio in occasione del meeting, svoltosi il 24 aprile 2015, presso il palazzetto dello sport di Rogliano, per la presentazione dell’ultimo libro del giornalista “I Misteri di Maria”. L’incontro (nella foto) è stato organizzato da don Santino Borrelli, parroco di San Pietro e dall’Associazione “ La Via” di Rogliano.

– Come ha avuto inizio il percorso della sua conversione?

La mia conversione è stata indotta dalla sofferenza, dalle difficoltà della vita, altrimenti non sarebbe mai arrivata. Attraverso alcune catastrofi personali mi sono avvicinato a Dio. Fino ai 53 anni non avevo avuto alcun problema. Io stesso mi sentivo Dio; il mio stesso io era Dio. Quello che più mi confortava nella vita erano gli ascolti delle mie trasmissioni televisive, i soldi, il successo. Non avevo alcun motivo di rivolgermi a Dio, ero proprietario di una delle più importanti discoteche; ero un uomo di successo. Ma il successo non ti porta a superare le difficoltà e quando sono arrivate nella mia vita non sapevo come affrontarle; poi con la perdita di mio padre ho perso il lume della ragione ed ho iniziato un percorso di trasgressione fatto di cocaina, di donne, di alcol. Ero arrivato a toccare il fondo del barile, rischiavo di morire. Sono arrivato a Dio per esclusione e quando sono arrivato a Lui mi sono aggrappato alla preghiera ed ho sentito che stavo bene, l’angoscia e la disperazione diminuivano. La preghiera spezza le dipendenze, certo la devi alimentare giorno per giorno perché non è una magia; è come un caminetto acceso che deve essere alimentato continuamente.

– Lei il 9 aprile scorso ha incontrato Papa Francesco. Cosa pensa di questo Pontefice? 

E’ il Pontefice che ci voleva in questo periodo storico. Ogni Papa arriva nel momento giusto perché è lo Spirito Santo che muove tutto. Così come Papa Benedetto XVI° era necessario prima di questo Pontefice, perché doveva mettere ordine, firmare decreti e leggi che nessuno aveva mai firmato prima. Quei decreti e quelle leggi, che portano la firma del Papa Emerito, hanno permesso a Papa Francesco, in soli due anni, di continuare a combattere la pedofilia nella Chiesa e fare trasparenza nella Banca Vaticana. Devo dire che mi sento molto vicino a Papa Francesco, perché ha aperto alla Misericordia anche chi riesce a trovare Dio attraverso strade non istituzionali. La chiamata del Papa è stata per me una benedizione, perché per una parte della Chiesa ero visto come un clandestino.

– Cosa consiglia ai giovani? 

Di avvicinarsi a Dio e Gesù prima possibile, perché stanno arrivando tempi difficili e la Madonna chiede la conversione adesso. Non c’è molto tempo per aspettare. Non c’è molto tempo per cosa? Per la conversione. La conversione impedisce le guerre, gli tsunami, i terremoti, le eruzioni vulcaniche, i disastri ambientali, le guerre fratricide, le malattie contagiose. Pregare il Rosario e praticare il digiuno possono impedire queste cose. Non bastano quelli che stanno già pregando perché sono di più quelli che sono avvelenati; Satana è scatenato in questo momento. Queste cose non le dico io, sono svelate da cinque profezie tra cui quella di Leone XXIII°, Papa Pio X°, San Giovanni Bosco. Sono tutti concordi nel ritenere che il tempo che Dio ha concesso a Satana di distruggere il pianeta e dividere la Chiesa sta finendo tra pochi anni. Le Chiese devono essere sempre aperte ed i parroci avranno molto lavoro da fare.

– Perché dovrebbe succedere tutto questo secondo lei ? 

Il Signore è costretto a permettere al male di toccarci per farci ricredere, per farci cambiare vita. L’uomo cambia solo quando è alle strette; la Bibbia ci dà testimonianza di questo. Noi ci stiamo allontanando da Dio in tutti i sensi, le leggi degli Stati non sono leggi misericordiose, sono lontane dai valori di Cristo. Vede, noi pensiamo di combattere l’Isis e Al-Qaeda solo con i fucili ed i cannoni ma non è così, noi dobbiamo combatterli con la fede. Non abbiamo più una fede viva. Nel nostro paese la fede viva è solo un po’ nel sud Italia dove proliferano miracoli e vocazioni; nel nord è ormai persa. L’Europa è decristianizzata ed è per questo che le altre religioni prendono il sopravvento. L’allontanamento dalla fede è molto più grave degli sbarchi di Al-Qaeda e dell’Isis. Noi cristiani avremo il rispetto delle altre religioni e soprattutto degli integralisti quando faremo vedere che anche la nostra fede è forte, così come è forte la fede del popolo croato, polacco, irlandese e rumeno.

– C’è una speranza ? 

La speranza è che le forze del male non prevarranno. Vivere le difficoltà è il modo che ci riconduce a Dio. La sofferenza è una grazia, non è una disgrazia, perché ci riporta al Signore. Cosa significa essere un credete per lei oggi? Un credente ha una fede viva, forte, autentica. Un credente non va in chiesa per consuetudine. I cristiani tiepidi sono quelli che hanno fatto soffrire Gesù negli Orto degli Ulivi, ed oggi ce ne sono milioni. Mi fanno molta paura quelli che dicono di essere credenti, che pregano ma che non seguono la Chiesa come veramente bisognerebbe fare.

– Che cosa possiamo fare per attrarre i giovani? 

Portarli in pellegrinaggio e far loro vedere pregano altri giovani. A Medjugorje, ad esempio, le chiese sono piene di ragazzi che arrivano da tutto il mondo, questo vuol dire che lì c’è una sorgente di spiritualità che è unica; è la Palestina del 2000. Ci sono sacerdoti che hanno capito questo e portano i loro parrocchiani in pellegrinaggio. Ma il pellegrinaggio è quello del ritorno perché la fede va coltivata nella chiesa locale, nella parrocchia con l’aiuto dei sacerdoti e dei vescovi.

– Cosa rappresenta Medjugorje per lei? 

Medjugorje è una rigenerazione della fede per chi ce l’ha ed è stanco, e per chi non la possiede, in quel luogo si avvicina a Dio. Chi ha la fede vera non ha necessità di andare a Medjugorje. La fede vera non è quella di facciata, di opportunismo, non è la fede che diventa uno strumento per occupare dei posti di potere o per rappresentare qualcosa o qualcuno nella città. La fede di Gesù Cristo è la fede del servizio ai poveri e alla gente.

– Lei ha un sogno che è la costruzione di un ospedale a Medjugorje. 

Il mio sogno è dettato dall’esigenza che manca completamente un presidio ospedaliero. Tutti coloro che arrivano a Medjugorje , i pellegrini cattolici di tutto il mondo nonché i residenti poveri non hanno una rete sanitaria che gli consente di potersi curare con dignità. La fondazione “San Giacomo Olimpiadi del Cuore di Maria” sarà l’ente che costruirà l’ospedale e poi, così come mi ha chiesto il Papa, aiuterà i poveri ma soprattutto gli ammalati, perché quando si è povero ed anche malato è un disastro. Per adesso abbiamo già aiutato gli studenti poveri ma talentuosi della Bosnia Erzegovina, gli orfani , gli anziani.

– Cosa porterà con sé dopo questa esperienza in Calabria? 

Una fede viva, quella che mi aspettavo di trovare qui, dove c’è la gente più povera , più semplice, dove c’è meno istruzione, meno cultura, meno sapienza umana ma più attaccamento a Dio.

Data: 01 giugno 2015.

Fonte: ‘Parola di Vita’.

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