Né cantante, né attrice: Rossella Seno, una che “ha delle cose da dire” *

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* di Omar FALVO 

ABBIAMO raggiunto Rossella Seno (nella foto), che ringrazio per la pazienza nel rispondere alle domande. Molte sono state le fiction che l’hanno vista in ruoli importanti come quelli in Carabinieri, La Squadra e un Posto al Sole.

1) Teatro, Musica, televisione, Rossella Seno è ovunque, dove prende questa grinta nell’avviare tante attività differenti?
Rossella: come spesso sostengo il mio definirmi ‘cantattrice’ è un deresponsabilizzarmi da qualsiasi ruolo, né cantante, né attrice, semplicemente una che ha delle cose da dire … che poi le parole siano recitate o cantate poco importa … dare voce a chi non ne ha … chi meglio di me può farlo, stando da quella parte? Evidentemente da quella del torto, a quanto pare.

2) Numerose sono le fiction italiane che la vedono da protagonista : carabinieri, La squadra, la serie televisiva di un Posto al Sole, c’è un ruolo che l’ha colpita in maniera particolare?
Rossella: mi hanno sempre affidato ruoli estremi, per quanto estremi poi possano essere nelle fiction: prostituta, tossica, assassina … . Ti racconto un episodio. Ne “Il bello delle donne” sarei dovuta essere un’eroinomane e con la mia insegnante di allora, la Bracco, studiai bene il ruolo. Lavorai sulla dipendenza e il resto, un attimo prima di girare, al trucco cambiarono idea e mi trasformarono in una cocainomane. Tutto da rifare, in un nano secondo… ma venne bene, fui comunque credibile. Più che il ruolo mi colpì l’attrice con cui girai le scene, Maria Grazia Cucinotta, una persona davvero squisita.

Da Fotomodella al Teatro, cosa racconta e quali messaggi emergono dai suoi spettacoli? Per il futuro, può svelarci qualche progetto?
Rossella: i messaggi? L’amore, il rispetto per qualsiasi forma vivente – come sai è uscito un singolo dal titolo “Luna su di me”  – su iTunes, i cui proventi andranno ad Animals Asia. Lo scopo è quello di salvare gli orsi della luna dalle fattorie della bile. Non so se conosci la tragica sorte di questi animali. Catturati, vengono rinchiusi in gabbie che a malapena riescono a contenerli, e per tutta la vita “munti” con dei cateteri spesso arrugginiti  per estrarre loro la bile, elemento prezioso per la tradizionale medicina asiatica. Non puoi immaginare la sofferenza. E poi ho ridebuttato con “Cara Milly” – parole d’amore e di guerra già cantate da Carla Mignone, di Giuseppe De Grassi – spettacolo di teatro – canzone interrotto per la scomparsa del musicista Giuliano Valori e ripreso con il pianista fisarmonicista Primiano Di Biase. Non una mera celebrazione del personaggio bensì un viaggio lungo un secolo dove si affrontano tematiche purtroppo attuali quali l’odio che genera la guerra, l’abbandono, il maschilismo, e molto altro ancora.

Grazie mille, buon lavoro.

Data: 01 giugno 2015.

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