Piano Lago – Medio Savuto, una ferita nel cuore del Savuto. L’opera oggetto di un reportage curato dal settimanale del Tg1, TV7

Piano Lago Medio Savuto raiL’HANNO definita la ‘strada mangiamiliardi’ già dopo pochi anni dall’inizio dei lavori per la sua realizzazione. Oggi, purtroppo, è una delle grandi ‘incompiute’ ma anche simbolo di degrado e inettitudine. Cominciata a metà degli Anni Novanta la Piano Lago-Medio Savuto doveva supportare, assieme alla ‘gemella’ Coraci-Marcellinara, il collegamento tra la periferia sud di Cosenza e quella di Catanzaro, con notevoli benefici per i comparti urbani e industriali posti nelle immediate periferie dei due capoluoghi. Finanziato con Fondi Fio (circa venti milioni di euro) e avviato dalla Comunità Montana del Savuto su delega della Regione Calabria, il progetto è terminato con la costruzione di solo un tratto a margine dei centri abitati di Santo Stefano, Rogliano, Marzi e Carpanzano. Pochi chilometri di asfalto, ferro e cemento rimasti inutilizzati e contraddistinti, in parte, da criticità strutturali, forme di dissesto o situazioni di forte impatto ambientale come nel caso del ponte sul fiume Savuto. Un tracciato viario senza futuro dunque, un’opera della quale nessuno sembra volersi far carico, soprattutto dopo la chiusura dell’Ente che per anni ne ha curato la gestione amministrativa e la stessa manutenzione. Una vicenda lunga vent’anni: programmi, lavori, intoppi tecnico-burocratici, polemiche, studi e tanta demagogia. La Piano Lago – Medio Savuto non è mai diventata un elemento strategico per la creazione di nuove opportunità di sviluppo e non ha mai favorito la mobilità da e per le aree interne, magari in alternativa alla Salerno-Reggio Calabria. Non ha contribuito quindi a migliorare la qualità della vita nel comprensorio o ad evitare lo spopolamento, fenomeno, quest’ultimo, che ha devastato il tessuto sociale ed economico di intere comunità locali. Qualcuno ha indicato nei Fondi Fass la soluzione per completare il tracciato, altri hanno ipotizzato una riconversione dell’esistente per “salvare il salvabile” e scongiurare l’irreparabile considerata la vulnerabilità di tipo idrogeologico che nel tempo ha messo a dura prova diverse porzioni di territorio. Una storia all’italiana, pertanto, destinata all’oblio per una infrastruttura che continua a ferire il Savuto mortificando i cittadini e la storia stessa della Vallata. Nei giorni scorsi la vicenda è stata oggetto di un reportage curato da Tv7, rubrica di approfondimento giornalistico del Tg1 diretta da Mario Orfeo. Nel servizio sullo sperpero di danaro pubblico (nella foto) curato da Riccardo Giacoia sotto la lente d’ingrandimento alcune opere progettate, realizzate e mai messe in funzione in Calabria: il Centro per la Cardiochirurgia di Reggio, il mega villaggio di Simeri Mare, la diga sul fiume Melito, la superstrada Coraci-Marcellina e, appunto, la Piano Lago-Medio-Savuto ad oggi “terra di nessuno”.

Gaspare Stumpo

Data: 17 giugno 2015.

Fonte: ‘Cronache del Garantista. Calabria’.

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