Dai ritratti dei grandi della pittura ai selfie: il nuovo modo di mostrarsi attraverso i social che ha cambiato il nostro stile di vita *

* di Maria Simona GABRIELE

ritrattiUN TEMPO gli artisti attraverso i dipinti ci raccontavano il mondo e le sensazioni che si raccolgono da esso. L’arte ha sempre affascinato l’occhio dell’uomo che osserva, in particolar modo gli autoritratti che spesso ci incuriosiscono e ci fanno interrogare. Chi non si è mai chiesto guardando un quadro che ritrae una donna sconosciuta, chi e cosa ci sia dietro quei lineamenti? Pensiamo per esempio all’enorme mistero che ha reso popolare l’opera di Leonardo con la sua “Gioconda” – che un po’ si burla di chi l’ammira senza farci capire chi realmente fosse e cosa volle comunicarci. L’evoluzione e i ritratti hanno subito notevoli influenze dai passaggi della storia, dove ogni corrente e ogni movimento culturale ha dato la propria e personale interpretazione sull’animo umano .Tutto ciò che è immortalato, scolpito o disegnato, esprime quello che in un determinato momento sta accadendo o è accaduto, nella realtà o nella mente dell’uomo. Anche la stessa fotografia, insieme ai dipinti hanno dato vita alle persone, agli eventi, in particolar modo proprio ciò che rimane di più nell’ombra. Gli emarginati, nonché la gente comune, è stata spesso oggetto di numerose realizzazioni artistiche, come i mangiatori di patate di Van Gogh. L immagine dei contadini seduti al tavolo nell’ora del pasto rappresenta tutta l importanza che spesso gli artisti hanno dato al popolo raccontando attraverso i loro volti segnati, tutto l’affanno e la gioia racchiusi nella semplicità della vita. Le vie dell’arte sono infinite, e oggi, questa immagine è stata lentamente sorpassata dai continui simboli dell’abbondanza e della vanità. Protagonista indiscusso se vogliamo di “fenomeno artistico” è il selfie. Gli scatti che vengono proposti sulle nostre bacheche, rappresentano una nuova tendenza comunicativa, siamo costantemente bombardati dalle numerose fotografie basate sull’autoritratto, che possiamo rendere pubbliche in qualsiasi momento e ovunque ci troviamo. Questa nuova moda sembra esser diventata una vera e propria affermazione del sé, un momento di condivisione che ci aiuta a rendere gli altri partecipi delle nostre cose e della nostra vita. Qualcuno lo definisce un disturbo mentale, ma io preferisco definirlo come una auto proclamazione di se stessi, che forse talvolta sfocia in un eccessive forme di egocentrismo. Non è l’emozione o l’evento ad interessarci bensì l‘immagine, ossessionati dall’idea della perfezione assoluta. Questo è il vero cambiamento, l’apparenza che non si cura del sentimento interiore di chi si sottopone al selfie. La bellezza non è fatta di certo per essere nascosta e che ci piaccia o no, il nuovo modo di mostrarsi attraverso i social ha cambiato drasticamente il nostro stile di vita.

Data: 26 luglio 2015.

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