Progetto Gedeone e VisionArt all’Abbazia di Corazzo. Eros e poesia, applausi per ‘Raminghi’ e ‘Non c’è rosa senza spine’

Corazzo 2DUE le manifestazioni questa settimana all’Abbazia Santa Maria di Corazzo (nella foto) che hanno incuriosito, divertito e acculturato il pubblico. Serate poetiche: “Non c’è rosa senza spine” e “Raminghi” promossi dal progetto Gedeone e VisionArt, in collaborazione con “Libera Accademia degli Evasi di ‎Faenza‬”. La bravura degli artisti ha reso tutto più facile e comprensibile, anche e soprattutto il tema dell’eros. All’evento presenti sindaco e assessore alla Cultura di Carlopoli, Mario Talarico e Maria Antonietta Sacco, nonché l’editore Florindo Rubbettino. Due temi importanti in compagnia di Rosaria Berardi, Vanni Cristofari e Umberto Rinaldi che sul millenario palcoscenico dell’Abbazia Santa Maria di Corazzo hanno offerto il meglio di se. Esperimenti audaci di contaminazione culturale. Con “Non c’è rosa senza spine” la poesia erotica femminile e maschile, differenze e similitudini, chiacchiere e pettegolezzi, i protagonisti, sostengono che la psicologia femminile e quella maschile funzionano generalmente in modo assai diverso “soprattutto quando si tratta di relazioni con l’altra metà del cielo e di sessualità”. Non a caso di questo tema “spinoso” si sono occupati per secoli psicologi, letterati, intellettuali, religiosi e politici ecc. L’argomento, evidenza – Rosarita Berardi – non a caso si è trasformato in oggetto di studi tale da formare una branca dedicata della scienza: la sessuologia. E aggiunge “e se il problema fosse solo di comunicazione? Ben sappiamo che l’arte è principalmente comunicazione, perciò esplorando “l’arte somma” (la poesia) tentiamo di impadronirci, almeno un po’, di questo strano alfabeto chiamato sesso. L’altro appuntamento “Raminghi”, racconta la migrazione tra canzoni popolari, poesie e cronaca. ‬ “Raminghi” è infatti la rappresentazione poetica di un tema di grande attualità: le migrazioni. Il tema ha dato l’occasione di esplorare come la ricerca di una vita migliore abbia contaminato tradizioni, musica e poesia. “Siamo figli di ‪‎migranti e ce lo siamo dimenticato” ripeteva Rosarita Berardi. Non è mancato il ricordo dell’emigrazione italiana fra Ottocento e Novecento, in ‪Europa e nel mondo. E rammenta che negli ‪‎Usa “abbiamo esportato musica, spaghetti e mafia”. Di chi arriva in Italia specie negli ultimi vent’anni, in particolare dall’Africa e dai paesi dell’est Europeo In omaggio alla terra di Calabria ha terminato lo spettacolo con la canzone di Otello Profazio “Il Sud è ‘nu paese bellu assaj” (Qua si campa d’aria). Agli artisti romagnoli, infine è stato consegnato l’attestato di “Ambasciatore di Corazzo. ‬‬‬‬‬‬‬‬

Pasquale Taverna

Data: 03 agosto 2015.

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