Altilia, il Comune dedica una piazza agli antichi ‘Maestri scalpellini e artigiani’

Altilia, intitolazione piazzaSI LASCIAVA modellare dando vita a disegni di straordinaria bellezza. Elementi che ancora oggi arricchiscono capolavori di pregio storico ed architettonico. Il tufo, o meglio la varietà di calcarenite ricavata dalle cave di Altilia, ha rappresentato da sempre il “marmo dei poveri” – materiale chiave per la decorazione di portali, balconi e finestre in stile Barocco. Tra il XVI° e il XVII° secolo l’uso dello scalpello ha dato vita, ricordiamo, ad una vera e propria scuola d’arte rappresentata da abili maestranze capaci di realizzare anche opere di carattere monumentale. Ne sono testimonianza alcuni aspetti artistici di case, chiese e palazzi nobiliari del Savuto e di molti centri del Mezzogiorno. Per rendere omaggio alla Memoria l’Amministrazione comunale di Altilia ha deciso di intitolare una piazza del paese ai ‘Maestri scalpellini e artigiani’. Alla iniziativa (nella foto), che si è svolta nei giorni scorsi nell’ambito del programma d’estate, hanno partecipato il sindaco Pasquale De Rose, il parroco don Giampiero Belcastro, altre autorità e moltissimi cittadini. “I nostri maestri artigiani – ha detto il sindaco – hanno lavorato alla costruzione del Duomo di Cosenza dopo il terremoto del 1184 e a quella di altri edifici religiosi”. Nell’occasione, De Rose ha posto l’accento sul progetto finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che riguarda l’avvio di una scuola di formazione per la valorizzazione del territorio, destinata a trenta giovani del luogo.

Gaspare Stumpo

Data: 31 agosto 2015.

Fonte: ‘Cronache del Garantista. Calabria’.

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