Al ‘Santa Barbara’ Day surgery ridotto. Ma politici e sindacalisti snobbano la vicenda *

* di Gaspare STUMPO

Laboratorio Analisi Ospedale Santa Barbara Rogliano1La collocazione, benché temporanea, del Centro di Terapia del Dolore e Cure Palliative all’interno del presidio ‘Santa Barbara’ di Rogliano (nella foto) aveva ridato entusiasmo ad un territorio, il Savuto, condizionato negli ultimi anni da seri fenomeni di depauperamento socio-economico ed infrastrutturale. Un contesto difficile nonostante la posizione geografica rispetto all’area urbana cosentina e alla cintura lametino-catanzarese che ha inciso sulla qualità dei servizi e tra di essi quelli sanitari. Un declino lento ma costante caratterizzato da polemiche, scontri politici e persino da manifestazioni di piazza. Situazioni comuni ad altre zone della Calabria in cui i piccoli ospedali hanno subito, per primi, gli effetti di una mannaia azionata in nome della lotta agli sprechi e del recupero dal debito. A distanza di tempo, però, le cose non sembrano cambiate o appaiono cambiate solo in un senso. Che è quello legato allo “svuotamento” delle strutture di periferia e al “riempimento” dei nosocomi operanti nei capoluoghi (o nei centri più grandi) senza la creazione di valide alternative nel quadro della rete delle emergenze/urgenze e in quel settore che dovrebbe rappresentare la Medicina di prossimità. Il tutto in una regione caratterizzata da gravi problemi di mobilità e spesso alle prese con situazioni emergenziali legate a fattori di ordine naturale. Da ciò la richiesta di riconsiderazione degli ex piccoli ospedali generalisti per conferire ad essi funzioni complementari rapportabili alle esigenze delle Comunità di appartenenza e delle strutture maggiori, riducendo, razionalizzando al meglio la mobilità di personale e salvaguardando gli investimenti. Per il riordino del ‘Santa Barbara’ – per esempio – amministratori locali e associazioni di cittadini avevano chiesto, oltre alla collocazione (o al mantenimento) di unità operative e servizi, la riapertura del Punto di Primo Intervento e il riconoscimento del ruolo di ospedale di montagna. Dai prossimi giorni, invece, come anticipato nell’edizione di ieri (dei giorni scorsi, nda) del Garantista, il plesso del Savuto che è parte integrante dell’Ao di Cosenza, sarà privato di due delle tre sedute settimanali (Igv a parte) previste dal programma di Day Surgery. L’attività chirurgica ‘dell’equipe medico-infermieristica attiva al Santa Barbara’ – che l’anno scorso ha effettuato 1400 interventi divisi per varie specialistiche (Ginecologia, Chirurgia Plastica, Urologia, Chirurgia Vascolare, Chirurgia Generale) posizionando la propria produttività al 100% – sarà ulteriormente ridotta con possibile aumento delle liste d’attesa. E ciò con buona pace delle istituzioni locali e del mondo del sindacato (sarebbe intervenuta solo la Uil) che ancora una volta sembrano assistere impotenti alle nuove decisioni dei vertici aziendali.

* Direttore responsabile

Data: 18 settembre 2015.

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